Djokovic: quello che conta non è la realtà, ma perchè lui sì e noi no

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Quello che conta non è la realtà, ma perchè lui sì e noi no. L’esenzione medica concessa a Novak Djokovic per partecipare all’Australian Open ha scatenato le polemiche. Pesanti condanne morali.. ma poi?

Il caso Djokovic dà fastidio perché svela le mascherine che sono in noi.

L’invidia, il perché non io? Tutto qui. Non c’è alcun vero intento di tutelarlo o di farci tutelare da lui. Non c’è nessuna motivazione veramente razionale per cui la gente può dire di sapere la ragione medica dell’esenzione, ma essere sfuggiti alla regola già basta per odiarlo e non perché non si fa, ma perché noi non possiamo farlo. Ma a nessuno viene in mente possa essere un guarito dal Covid con anticorpi alti per esempio?

Ma ormai la sentenza è stata data dai social: “Novak Djokovic non è vaccinato. Però è il numero 1 del mondo, dunque ha sfruttato la sua posizione per ottenere un privilegio e sputacchiare sulle regole”. Conclusione: giustizialismo puro, senza sapere nulla delle vere ragioni che hanno portato all’esenzione.  Per i più è una “furbata no vax” e non “tutti sono uguali”.

Eppure scopriamo dagli atti che «gli esaminatori non sapevano nemmeno se le richieste fossero di giocatori o di membri dei vari staff. La documentazione era completamente anonima: erano oscurati anche il Paese di provenienza e l’età del richiedente, salvi i casi in cui era un dettaglio importante».

Detta papale papele: a noi non dà fastidio. Ci auguriamo piuttosto di tornare presto piuttosto a un mondo libero di scegliere le cure, di circolare, di vivere la propria vita e morte come meglio crede.

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