Omicron non molla la presa, contagi e ricoveri in crescita. I dati

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Non si arresta la morsa della variante Omicron sull’Italia. Secondo i dati diffusi dal monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute salgono ancora l’indice di trasmissibilità Rt e l’incidenza dei casi Covid: l’incidenza di ieri 6 gennaio è infatti pari a 1669 casi su 100mila abitanti e raddoppia rispetto al valore di 783 della scorsa settimana. L’Rt sale invece a 1,43 dal valore di 1,18 della settimana precedente.

Come riporta l’Ansasale il tasso di occupazione in terapia intensiva, che questa settimana è al 15,4% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 06 gennaio) contro il 12,9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 30 dicembre) della settimana precedente. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale invece al 21,6% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 06 gennaio) rispetto al 17,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 30 dicembre)”.

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Radio Cusano Campus dichiara: “Abbiamo un aumento esponenziale dei contagi, siamo a 200mila casi ed è probabile che salgano ancora di più, questo fa sì che molte persone preoccupate, spesso con sintomi leggeri, vadano giustamente a chiedere assistenza alla rete ospedaliera. Rete che è stata ulteriormente riorganizzata nelle ultime settimane per fronteggiare questa ondata. Tutto ciò che non è Covid purtroppo viene accumulato, ritardato, posticipato. E’ evidente che questa ondata probabilmente sarà numericamente molto alta a livello di contagi – ha spiegato – ma in proporzione ai contagi verosimilmente la pressione sugli ospedali non sarà come quella che avevamo con la variante Delta. C’è un virus che verosimilmente è meno aggressivo e c’è una popolazione per la maggior parte vaccinata, questa combinazione fa sì che il sovraccarico per la rete ospedaliera sia minore rispetto alle precedenti ondate”.

Ma vediamo il tasso di occupazione degli ospedali regione per regione.

Secondo i dati dell’Agenas delle ultime ore, il tasso di occupazione di posti letto ordinari occupati da pazienti Covid è salito al 21% ed è in crescita in 13 Regioni: Calabria (33%) Liguria (32%), Abruzzo (17%), Lombardia (23%), Marche (24%), Molise (13%), Piemonte (25%), Puglia (13%), Sardegna (11%), Sicilia (25%), Toscana (17%), Umbria (28%), Veneto (21%). La Regione con la situazione più critica è la Valle d’Aosta (45%). Stabili ma oltre la soglia del 15% sono Basilicata (20%), Campania (19%), Emilia Romagna (18%), Friuli (24%), Lazio (20%), PA Trento (19%).

Per quanto riguarda le terapie intensive i posti letto occupati da pazienti Covid restano stabili al 15% a livello nazionale ma crescono in 10 Regioni : Campania (9%), Emilia Romagna (16%), Friuli (17%), Lazio (19%), Puglia (8%), Sicilia (14%), Toscana (16%), Umbria (13%), Valle d’Aosta (15%), Veneto (20%). Il tasso è stabile, ma oltre la soglia del 10%, in Abruzzo (13%), Calabria (15%), Liguria (21%), Lombardia (15%) Marche (21%), PA di Trento (24%), Piemonte (19%), Toscana (15%). In calo nella PA di Bolzano (18%).

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