Tennis: Zverev difende Djokovic “Non sarebbe partito senza garanzie”

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A Melbourne proteste pro-Nole, mentre Medveded non si sbilancia: "Aspettiamo domani" MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Novak Djokovic non è solo. Lo difendono esponenti politici serbi e anche a Melbourne, mentre il numero 1 del mondo era impegnato davanti ai funzionari dell'Immigrazione australiana, ci sono state proteste in suo favore. Circa in 200 davanti alla Rod Laver Arena, uno degli stadi del Melbourne Park dove si svolgono gli Australian Open, tra slogan come "Novak libero" e striscioni contro le limitazioni per la pandemia. Persone anche nei pressi del Park Hotel, il centro che ospita i migranti senza visto e dove è stato nuovamente trasferito il campione serbo. Qui proteste pro-Djokovic, ma anche per le altre persone "detenute" come recitano alcuni slogan dei manifestanti. A difendere la prima testa di serie degli Australian Open (è ancora in tabellone in attesa che domani la Corte federale metta la parola fine alla vicenda), anche qualche collega dopo le critiche degli ultimi giorni. Tra i pro-Nole il tedesco Alexander Zverev, numero 3 del mondo, convinto che il serbo paghi la sua fama e che tutto sia diventato più che altro un caso politico. "E' qui e deve giocare, non credo sia giusto quello che sta accadendo – ha spiegato il tedesco -. Aveva il suo visto, era in regola. Non è così? Io non credo che sarebbe partito senza le garanzie necessarie per poter giocare il torneo, il problema è che è una stella del tennis, altrimenti questo caos non sarebbe scoppiato". Più cauto, ma non troppo distante dalle posizioni di Zverev il numero 2 del mondo, Daniil Medvedev. "Aspettiamo di capire cosa succederà domani – dice il russo -. Siamo in Australia e bisogna rispettare le regole del Paese, ma per quel che so ha un'esenzione valida per poter entrare in Australia e quindi giocare, se invece il visto non è valido allora non puoi entrare. Non so quale sia il motivo di tutto questo, domani ne sapremo di più, sicuramente è una situazione difficile per tutti. Per quanto mi riguarda, potrei incontrare Novak soltanto in finale e prima di farlo dovrei vincere sei partite. Quindi la mia preparazione per il torneo non cambierà". Medvedev ha parlato anche della cinese Shuai Peng. "La situazione è delicata. Nessuno, tranne lei, può sapere cosa stia passando e cosa stia succedendo. Ecco perché non voglio fare commenti. Spero solo che sia al sicuro e che si senta bene mentalmente e fisicamente, ma questo solo lei può dircelo". (ITALPRESS). ari/red 15-Gen-22 10:31

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