Le metamorfosi di Berlusconi: da caimano a padre della patria. Ed ora…

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Tremate, tremate, il caimano è tornato. Ed è anche più brutto e aggressivo. Anzi, oggi è diventato un’entità malefica. Ma fino a quando durerà?

Non c’è personaggio pubblico capace di eccitare la fantasia di amici e avversari quanto Silvio Berlusconi. Al tempo della sua discesa in campo era il Cavaliere Nero. Poi, negli anni del suo dissidio con Bossi, divenne Berluskaiser, con la variante di Berluskaz. Il più immaginifico fu Nanni Moretti, che lo investì nei primi anni del 2000 del titolo di caimano. Ma non durò a lungo, perché poi si trasformò nel più gentile Papi e, subito dopo, nel più grottesco Bunga Bunga, re della tribù delle cene eleganti.

A chiamarlo in questi diversi modi sono stati quelli, tra politici, giornalisti e intellettuali vari, che più lo hanno detestato, senza sapere che così lo rafforzavano. In realtà lo sapevano benissimo, ma hanno continuato nell’errore perché a lorsignori conveniva così. La figura di Berluskauser-Berluskaz-Caimano-Papi-Bunga-Bunga compatta le proprie schiere allo stesso modo in cui compatta quelle avversarie. È il probabile frutto di una frettolosa lettura di Carl Schmitt e del meccanismo amico-nemico.

Negli ultimi anni però il Cav ha subito un’ennesima metamorfosi, ma questa volta in positivo. Anche per gli ex nemici di un tempo è diventato incredibilmente il “padre nobile” del centrodestra. A determinare la svolta è stata la “maggioranza Ursula”, quando Forza Italia, in Europa, si è distinta da Lega e FdI, votando insieme a Pd e M5S l’attuale presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, appunto. Il fatto è che, nel frattempo, il nemico pubblico numero uno di progressisti e sinistrorsi vari è diventato il sovranismo, nei due volti di Salvini e Meloni. Sintomo di questa trasformazione è stato Marco Travaglio che in tv è arrivato a dire, meno di due anni fa, in pieno governo Conte bis, che quella di Berlusconi era un’«opposizione educata».

Ma anche questa oggi è acqua passata. Perché, da quando il Cav ha fatto intendere di candidarsi alla presidenza della Repubblica, le raffigurazioni più orrifiche dell’ex Bunga Bunga sono tornate di moda. Per “Il Fatto Quotidiano” Berlusconi è diventato il “pregiudicato candidato presidente”. A far impazzire Travaglio e i suoi sodali è quello che gira sui social a proposito di Silvio aspirante capo dello Stato: «Immaginate il giorno in cui negli uffici di tutti i Pm d’Italia sarà d’obbligo esporre il suo ritratto?».
Ma a superare tutti è Ezio Mauro. Questo l’auspicio dell’ex direttore de “la Repubblica”: «Il parlamento si rifiuti di ballare col diavolo, vendendosi l’anima».

Dunque è questa, il diavolo, l’ultima metamorfosi di Berlusconi. E pare davvero l’ultima trasformazione. Non solo perché peggio del diavolo non c’è niente. Ma perché siamo probabilmente al tramonto di una stagione politica che sa solo creare mostri. Visto che ha smesso di produrre idee.

Aldo Di Lello

 

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