Regioni contro l’emergenza e Sileri annuncia: “Siamo quasi fuori”

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Un appello a cambiare la strategia dell’emergenza arriva dalle Regioni italiane che chiedono di porre definitivamente un freno al caos gestionale che il covid sta creando.

Nonostante sia ormai acclarato che il virus non è più quello di due anni fa e che si sta trasformando sempre di più in un’endemia, si continua a gestire il tutto con gli strumenti emergenziali che però stanno ingenerando più confusione che altro, impedendo il ritorno alla normalità.

E allora ecco che dalla conferenza dei governatori presieduta dal presidente del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, è arrivata una forte richiesta al governo a rivedere completamente l’approccio politico e sanitario nei confronti della lotta al covid.

I presidenti delle Regioni con un documento chiedono di eliminare le zone a colori, di non conteggiare più nel computo dei ricoverati i pazienti con altre patologie, di non mandare in Dad gli studenti vaccinati e di non imporre la sorveglianza sanitaria agli asintomatici. Soprattutto chiedono di mettere fine all’assurda corsa ai tamponi per gli studenti, accorciando le quarantene come già avviene con il resto della popolazione ed eliminando i tamponi per il rientro in classe, mantenendo comunque l’autosorveglianza.

Si chiede inoltre l’ aggiornamento delle misure di isolamento dei lavoratori dei servizi essenziali, con la proposta di riduzione dei giorni di isolamento pari a 3 dall’inizio dei sintomi e altri 3 con obbligo di mascherina Ffp2 e autosorveglianza; la revisione della disciplina vigente circa le modalità di riconoscimento della Certificazione verde rilasciata da un Paese dell’Unione Europea in corso di validità, consentendo in via transitoria l’utilizzo della Certificazione verde da Paesi esteri con una durata maggiore rispetto a quella vigente in Italia, prevedendo l’effettuazione di tamponi.

“L’aggiornamento della strategia –  scrivono i governatori nel documento inviato al ministro Speranza – è necessario per avviare un percorso di normalizzazione della vita dei cittadini e dell’intero Paese, conferendo fiducia a chi ha condiviso le scelte che la Repubblica italiana, nel suo insieme, ha posto in campo nel corso di questi due difficili anni, tenendo in dovuta considerazione ogni misura utile per il contrasto alla pandemia”.

Torna quindi la richiesta di differenziare in maniera chiara i positivi dai malati e nello specifico gli asintomatici dai sintomatici. Le Regioni hanno proposto un iter alternativo, ovvero l’isolamento solo dei positivi sintomatici, cioè dei malati. Per quanto riguarda i colori delle Regioni si punta a rivedere i parametri ed il riconteggio delle percentuali di malati covid nei letti degli ospedali. In questo caso le restrizioni scatterebbero unicamente per le zone rosse, mentre decadrebbero le differenze fra zone bianche, gialle e arancioni già oggi molto ridotte.

Di certo il 31 marzo 2022 non sarà prorogato ulteriormente lo stato d’emergenza. Per farlo servirebbe un voto del Parlamento visto che è stato prorogato già dal governo oltre i due anni stabiliti per legge, ma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri spiega che non sarà necessario. “Non ci sarà – ha detto – Stiamo raggiungendo il plateau, il che significa che avremo ancora dei contagi alti per qualche giorno poi inizieranno a scendere come nel Regno Unito. Vaccinazione e infezioni hanno determinato un richiamo per una gran parte della popolazione italiana, richiamo naturale con infezione o richiamo col booster come abbiamo fatto per 30 milioni di Italiani”. Intervistato da Askanews durante le votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica, Sileri ha poi dichiarato: “Il mio destino politico è segnato con la legislatura perché poi io torno a fare il chirurgo. Si vede quasi la fine della pandemia. Non sono molto preoccupato, ci sono ancora alcune cose da fare, aggiustare il green pass e alcune regiole in base all’andamento dei dati. Il peggio della pandemia è passato”.

A questo punto però sarà fondamentale far capire alla popolazione che è arrivato il momento di uscire dalla logica del terrore alla quale siamo abituati da mesi e che sarà necessario tornare a convivere con le malattie endemiche stagionali come sempre avvenuto in passato. Il rischio insomma è che si sia ormai persa l’abitudine di convivere con i virus influenzali che ci sono sempre stati e che hanno costretto a letto migliaia di persone ogni anno. E’ necessario insomma cambiare mentalità e tornare in qualche modo al mondo prima della pandemia, quando tutto funzionava regolarmente e nessuno viveva nell’incubo di beccarsi l’influenza come fosse una roulette russa con la morte.

 

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