Calcio: Dzeko “All’Inter per vincere, il gol non è un’ossessione”

2 minuti di lettura

"Con Inzaghi ci divertiamo, è onesto con tutti. Roma? La porto nel cuore", dice l'attaccante bosniaco MILANO (ITALPRESS) – "Non è importante come ti chiami, l'importante è essere uomo: questo è sacro". In questa frase il carattere di Edin Dzeko, uno che lotta in campo e sa cosa vuol dire lottare nella vita, avendo vissuto la guerra da bambino. "Avevo 5 anni. I miei rischiavano la vita per andare a lavorare in fabbrica e portare il cibo in tavola. Vivevamo in 15 in un appartamento. C'erano tanti bambini, i miei cugini: eravamo contenti anche se fuori era un disastro. Quando suonavano le sirene, ci portavano in cantina e non si sapeva se uscivamo dopo un'ora o un giorno. Lì avevo paura. Per fortuna i bambini dimenticano in fretta", dice il bosniaco in un'intervista al Corriere della Sera. All'Inter lotta per lo scudetto. "Siamo primi e vogliamo restarci fino alla fine. A inizio stagione si diceva Milan e Napoli, non si parlava tanto dell'Inter. Le grandi sfide le vuoi vincere, ma se perdi contro le piccole pesa di più. Se vinci il derby sei un pezzo avanti, però i punti scudetto li fai nelle partite con le piccole che devi fare tue per forza". Ha sostituito Lukaku, non un compito semplice. "Se vai in un posto e ti metti a pensare cosa ha fatto chi c'era prima di te è meglio che non vai da nessuna parte. Se lo avessi pensato solo per un istante non sarei mai venuto. So che cosa posso dare, ciò che sto facendo quest'anno non mi sorprende". Lo voleva Conte, è arrivato con Simone Inzaghi. "Sono in una squadra forte, con un nuovo mister che ha fatto vedere tanto alla Lazio. Abbiamo già fatto nostra la Supercoppa, per questo sono venuto all'Inter: c'è più possibilità di vincere. Vedo il mister ancora come un compagno di squadra. Sa gestire benissimo e per un allenatore è fondamentale. Ci sono 25 giocatori, non possono mai essere tutti contenti. Cerca di essere onesto con tutti. In campo se ci divertiamo è grazie a lui. Ha tenuto la base di Conte, importante perché ha cambiato la mentalità dei giocatori, ma Inzaghi la porta avanti con i suoi metodi. Negli ultimi due anni l'Inter giocava più in contropiede, quest'anno tutti si divertono di più, dentro e fuori. Io sono uno che sa giocare il pallone e non guarda solo al gol. Dicono che devo segnare di più, ma se non lo faccio e vinciamo è bello lo stesso. Nel periodo in cui non ho segnato abbiamo vinto quasi tutte le partite: non puoi non essere contento. Se fossimo stati quarti, con me che segnavo poco mi sarei fatto delle domande: così che devo chiedermi? Siamo primi". In Champions la sfida con un Liverpool "forte, li puoi battere ma puoi prendere anche 5 gol. Ce la giochiamo". In nerazzurro dopo sei anni in giallorosso: "Sono stati splendidi, mi è mancato solo un trofeo, la Roma la porto nel cuore, ma ora sono all'Inter per vincere lo scudetto. Totti? Una leggenda, me lo sono goduto, sono orgoglioso della strada fatta insieme". (ITALPRESS). ari/red 27-Gen-22 09:31

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Atlanta vince ancora, Booker trascina i Suns

Articolo successivo

Calciomercato: Torino. Ufficiale l’arrivo dell’attaccante Pellegri

0  0,00