L'olimpinico dell'alto, testimonial Airc: "Il fumo è una malattia sociale" ROMA (ITALPRESS) – "Ho sussurrato a Barshim: 'È stato un onore condividere questa gara con te'. Ci siamo guardati negli occhi. Non abbiamo avuto bisogno di pensare. Siamo grandi amici, sapevamo tutti e due cosa significa soffrire. Nessuno poteva toglierci l'oro". Così Gianmarco Tamberi, sulle pagine de 'Il Corriere della Sera', torna sul titolo olimpico nell'alto vinto a Tokyo assieme all'amico-rivale Mutaz Essa Barshim. Il fuoriclasse marchigiano è anche da anni testimonial Airc, l'associazione che si occupa di prevenzione e di lotta ai tumori. "Io parto dal presupposto che il fumo è una malattia sociale. È una cosa sbagliata. È successo anche a me a 17 anni – svela Tamberi – Volevo sentirmi grande. Bisogna aiutare i ragazzi a capire che non è la sigaretta in bocca che fa di loro un adulto". (ITALPRESS). mc/red 29-Gen-22 10:15
Atletica: Tamberi “La sigaretta a 17 anni, volevo sentirmi grande”
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