Più che soffermarci sulla mascherina italica che da oggi all’aperto può essere buttata via, in attesa di cestinarla anche al chiuso, o continuare a discutere sull’ennesima riduzione della libertà dei no-vax (l’esclusione del tampone dal Green Pass basico), dobbiamo fare una riflessione più profonda.
Si tratta di capire come gli italiani riusciranno a sopravvivere a quell’area comfort che si sono creati e che hanno dimostrato di voler difendere a spada tratta. Una sorta di bolla intoccabile, che ha dato loro sicurezza, certezza di sopravvivere, pure se ha sancito il distanziamento sociale, il confinamento privato e la fine di ogni relazione (la dematerializzazione della comunità).
Una cappa, per usare la felice definizione di Marcello Veneziani, orpello e protesi ideologica di una nuova esistenza, disinfettata, asettica, embrione della nuova umanità post-pandemica. Si libereranno da questo lasciapassare respiratorio che ha inibito la respirazione, segato il naso, creato innumerevoli problemi alla gola, agli occhi, tanto da favorire allergie a 360 gradi ed eterni raffreddori?
Un lasciapassare aereo, propedeutico di un altro lasciapassare, quello verde, pensato e imposto, per vivere, per esistere.
Che popolo siamo diventati? Un popolo che accetta uno Stato etico sanitario, che dice quello che dobbiamo e possiamo fare? Che valore diamo e abbiamo dato finora alla nostra libertà, ridotta sempre più a quella del criceto che gira sulla rotellina? Se l’obiettivo ultimo è quello di correre per i parchi, mangiare e passeggiare, tanto meglio la dittatura. Che almeno ha sempre brillato per organizzare i sabati dedicati allo sport.
Che fine hanno fatto i liberali di casa nostra che un tempo volevano le libertà al massimo e lo Stato al minimo e che invece, oggi sono i cantori dello Stato al massimo e le libertà al minimo? Lo Stato sanitario (lo stato di emergenza permanente), lo Stato pappone (la liberalizzazione della prostituzione), lo Stato becchino (l’eutanasia) e lo Stato spacciatore (la liberalizzazione delle droghe).
Gli italiani, si è visto in tutta la durata della pandemia, anziché esercitare la libertà vera, costituzionale, anziché capire, rivendicare il diritto di critica, contestare governi e istituzioni, sono diventati “militanti della mascherina”. Contenti di esser diventati dei bravi, puliti, moderni ed ecologici cittadini. Una sorta di protagonismo rovesciato, malato.
E adesso, questi sono i frutti, di due anni di terrore mediatico, politico e amplificato dai “soloni in camice bianco” (terrore propedeutico al messaggio salvifico del vaccino), il vero bipolarismo non sarà più tra destra e sinistra, ma tra “ipocondriaci” (una psicosi che durerà a lungo) e “cazzoni”, pronti a giocarsi il “tana libera tutti” per mangiare, correre sui prati e andare in giro ancora una volta.



