Ci siamo, la guerra è cominciata. E naturalmente assisteremo ogni giorno allo scontro mediatico e politico a chi la spara più grossa. Non dimentichiamo che gli Usa scatenarono il conflitto contro l’Iraq, grazie a una evidente fake (le armi di distruzione di massa di Saddam). E non dimentichiamo che tutti quelli che adesso starnazzano sull’inaccettabilità della violazione della sovranità ucraina, sono stati zitti quando l’Invincibile Armata occidentale, a guida Usa, ha colpito Libia, Siria e lo stesso Iraq.
Dove sono le Sardine, i pacifisti, i collettivi nostrani, sempre impegnati contro il pericolo fascista della destra, contro lo xenofobo e omofobo Salvini e via dicendo? E’ evidente che in Italia assistiamo da decenni, oltre che al sovvertimento delle categorie destra-sinistra, che hanno totalmente perso di significato, pure a una singolare eterogenesi dei fini: ex comunisti diventati liberal e radical, che amavano il comunismo sovietico, che tifano per gli Usa; destristi anticomunisti per Dna, che simpatizzano per Putin; liberali che hanno scordato il loro pensiero (Stato al minimo e libertà al massimo), e sono fideisticamente per “lo Stato al massimo e le libertà al minimo”: lo Stato etico-sanitario (il direttorio vaccinista), lo Stato etico-ecologista (la Green Economy), lo Stato pappone (la liberalizzazione della prostituzione), lo Stato spacciatore (la liberalizzazione della droga), lo Stato becchino (l’eutanasia).
Biden si strappa i capelli per l’invasione russa dell’Ucraina? Ma ricorda cosa fece il suo Kennedy quando Cuba divenne comunista? Primo, tentò un golpe con la Cia e gli esuli cubani (l’equivalente dei filo-russi ora), la famosa storia della Baia dei Porci; secondo, schierò missili e navi militari al largo dell’isola, spingendo la tensione al massimo, quasi a rischiare una terza guerra mondiale. E qualcuno pensava che Putin avrebbe accettato un’enclave filo-occidentale, Nato, davanti casa sua? Tra l’altro, uno Stato sovrano molto poco sovrano (l’ha inventato Lenin), lautamente finanziato dall’occidente (armi e soldi) unicamente per sganciarsi dal “mostro comunista”. Una “democrazia” guidata da un comico che per contrastare le zone russofone (una guerra interna che dura da 14 anni), si è avvalso della collaborazione di gruppi neo-nazisti locali. Altra eterogenesi dei fini: nazisti che difendono la Ue considerata massonica.
O siamo di fronte a una recita, o c’è qualcosa di diverso che nessuno dice, che è appunto, un conflitto geopolitico per il controllo del mare e delle fonti energetiche.
E non dimentichiamo che gli Usa amano fare le guerre a costo zero. Anche qui: sono sempre i presidenti democratici a farle (loro, i buoni, i giusti, i perfetti, che vogliono realizzare il paradiso sulla terra, lavorare per un mondo migliore). Se ci fosse stato Trump sicuramente le cose sarebbero andate diversamente. Almeno non avrebbe consegnato Putin alla Cina. A costo zero perché lo scotto delle sanzioni lo pagheremo noi, la Spagna e la Germania, dipendenti dal gas russo. E prima di infilarci nei binari previsti da Cingolani (energie rinnovabili comprese, più un’utopia che una reale possibilità), ne vedremo delle belle, anzi delle brutte (il lockdown sta al vaccino, come il prossimo certo blackout starà alla Green Economy, passando per il caro bollette e per una fase di consumo energetico da austerity, come annunciato dal governo).
E a costo zero, anche perché ora già stiamo pagando le navi Usa che trasportano il gas dal Medio Oriente (Kuwait e Qatar).
E torna alla memoria ciò che ha detto Giulietto Chiesa prima di morire: se ci sarà una guerra il teatro sarà l’Europa e l’Italia che ha le basi Nato (Sicilia in primis).
Meditiamo gente, meditiamo.



