La rete friulana viziata da un fallo di mani, ma la prestazione resta deludente CARNAGO (ITALPRESS) – Rabbia e preoccupazione, sensazioni diverse che si mescolano il giorno dopo il pari in casa contro l'Udinese, e che fanno andare di traverso un altro fine settimana in casa Milan. A dominare la scena è ancora una volta un errore arbitrale che ha penalizzato i rossoneri, ovvero la decisione di arbitro e Var di convalidare il gol del pareggio di Udogie, che le immagini televisive hanno mostrato in modo chiaro come sia stato fatto con un tocco di braccio. Topica grave e decisiva, che si va a sommare a quelli contro Napoli (gol annullato per fuorigioco di Giroud, giudicato in posizione attiva benché a terra) e Spezia (l'ormai famoso fischio di Serra pochi istante prima del gol di Messias), e che arricchiscono il faldone rossonero che comprende anche quanto capitato in Champions contro Atletico e Porto. Questa volta, però, niente diplomatico silenzio ma parole di forte disappunto, e a farlo è stato Paolo Maldini, che ha rimarcato l'errore dell'arbitro Marchetti e del Var Guida, che hanno sì fatto il check ma hanno poi deciso di andare oltre, senza neppure l'on field review che avrebbe potuto e dovuto portare all'annullamento. "Il VAR dovrebbe togliere i dubbi, usato così fa male perché non è la prima volta – ha detto Maldini a MilanTV -. È un episodio evidente, chi decide deve capire di calcio. E dico un'altra cosa: il Milan è in testa e non può avere sempre un arbitro esordiente a San Siro. Non è facile arbitrare a San Siro. Purtroppo l'arbitro ha fatto degli errori, si è giocato pochissimo". Detto questo, resta il fatto che la prestazione del Milan è stata negativa, persino peggio di quella di Salerno. Ancora una volta non è bastato passare in vantaggio, perché nella ripresa è stata l'Udinese a fare la partita, con il Milan passivo e spettatore, incapace di tenere alto il ritmo e di chiudere la partita. E con quelli contro l'Udinese sono ben 12 i punti persi contro squadre della colonna di destra della classifica, altro dato allarmante che deve far riflettere, perché a fine anno sono proprio quelli i punti che possono fare la differenza. Per il Milan è anche la quarta rimonta subita in campionato, dopo quelle contro Sassuolo, Spezia e Salernitana, cui si sommano le tre in Champions dopo essere passato in vantaggio contro Liverpool (sia all'andata che al ritorno) e Atletico Madrid a San Siro. Male Giroud, forse sfiancato dalle tante partite consecutive senza poter rifiatare, senza idee Diaz, senza spinta Messias e in difficoltà Kessie, beccato da San Siro e lontano parente del dominatore del centrocampo della passata stagione. A dare la scossa ci ha pensato la coppia di giocatori che in questo momento rappresenta meglio il gioco del Milan, con il lancio illuminante di Tonali e la magia di Leao, abile nel controllo e nell'esecuzione per l'illusorio vantaggio. Perché poi il Milan è rimasto lì, aggrappato a un gol che non dava certezze, visto che nella ripresa nessuno ha impensierito Silvestri. E come spesso accade, è arrivata la beffa, peggio ancora se accompagnata da un fiume di polemiche. È finita con i giocatori tutti attorno all'arbitro, furibondi per il torto subito. Proprio nel giorno in cui ricorreva il decennale del famoso gol non visto di Muntari contro la Juve (25 febbraio 2012). (ITALPRESS). bf/ari/red 26-Feb-22 19:39
Calcio: Milan. Pari pieno di rabbia con Udinese, ma squadra è in calo
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