Ucraina. Il flop dell’Occidente: comprare economicamente i popoli e le “armi pacifiche”

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Al netto di un’aggressione ingiustificata oggi (ma motivata da un passato che fa comodo non ricordare), aggressione che sta causando vittime innocenti e distruggendo una nazione, visto che si sta riproponendo lo schema “Occidente-Oriente”, libertà, sovranità dei popoli, democrazia vs violenza, dittatura, guerra (in altre parole, il bene contro il male, i buoni contro i cattivi), per l’ennesima volta, come è costume e mission de Lo Speciale, dobbiamo fare chiarezza, senza pregiudizi e logiche di parte.

L’errore che una generazione ha compiuto negli anni Settanta, all’interno della guerra fredda, è stato di aver accettato lo scontro “comunisti-anticomunisti”, “fascisti-anti-fascisti”, contrapponendo pensieri unici speculari e inconciliabili. Diventando lo strumento imbelle e ingenuo del sistema o nella versione patto atlantico-Nato o nella versione patto di Varsavia-Mosca.

Quanti delitti, stragi, colpi di Stato, prevaricazioni e violazioni del diritto sono stati perpetrati, ad esempio, nel nome dei superiori interessi occidentali? Gli stessi che hanno colpito e affondato ciclicamente la sovranità italiana (si legga, limitata), quando pallidamente ha tentato di rialzare la testa, a livello sociale, economico, istituzionale (nell’ordine, la Dc, il Psi, Olivetti, Mattei, Moro, Craxi, Berlusconi, per quanto riguarda le fonti energetiche, o comparti strategici che infastidivano il dominio Usa, o governi originali e indipendenti rispetto alla spartizione voluta da Yalta)?

E adesso, noi italiani, che abbiamo sopportato un passaporto per vivere ed esistere e la compressione totale delle nostre libertà costituzionali, diamo lezioni di democrazia agli altri? Difendiamo, ci mobilitiamo per difendere quella libertà che abbiamo quasi perso da noi? Ma la risposta scontata e molto ideologica è: “A casa nostra c’era la priorità della salute, lì c’è il mostro sovietico che uccide”. Vedete? C’è sempre lo schema “bene-male”. Aggressione etica, che porta magari a bombardare la Jugoslavia, l’Iraq, la Siria, la Libia, sotto il vessillo della guerra umanitaria o di ingerenza democratica.

E ancora: da un lato, facciamo i pacifisti solo perché magari ci si rompe il castello di narcosi consumistica al quale non sappiamo rinunciare, la perfetta vita da criceti con la rotellina (andare a cena, passeggiare, fare i runner nei parchi), dall’altro, esportiamo, fabbrichiamo, diamo le armi al popolo ucraino, combattendo la “guerra ingiusta” però con “le armi giuste”.
Oppure, altra arma spuntata e fallimentare dell’Occidente, usiamo l’economia per comprare, colonizzare i popoli. E vincere. Così è stato col comunismo, che sostanzialmente è franato quando è stato imborghesito dal capitalismo. La scommessa dei padroni del denaro era ed è, pure attualmente, che se “si pensa economico” (il profitto, l’utile, il desiderio individuale), si finisce per “vivere economico”, e quindi, costruire una società (basata sul desiderio), coerente con i dogmi del liberismo e del laicismo, imposto come modello universale obbligato, sinonimo di civiltà.
E dopo il comunismo, così è stato anche con l’Islam, operazione di imborghesimento riuscita solo in parte (con l’Islam cosiddetto moderato), adesso è riuscita con l’Ucraina.

Dopo il colpo di Stato che ha mandato a casa il presidente filo-russo, la svolta occidentale del Paese è stata forte e irreversibile. Una politica di de-russificazione (motivata in realtà dall’esigenza di estendere la Nato verso Est), e di ingenti prestiti del Fmi (18milioni di dollari), con un prezzo di ritorno scontato: gli affari (il gas) del figlio di Biden, le leggi filo-Lgbt e in primis, le privatizzazioni: dice niente questa parola? Privatizzazioni che hanno arricchito solo i magnati ucraini e altri pochi sodali intimi, purché “multinazionali”. Una svolta che l’Occidente chiama libertà e democrazia.

E nella speranza che la guerra si fermi, una domanda è lecita: quale futuro avrà l’Europa, tra “nuovo ordine mondiale” (la globalizzazione che sta assumendo sempre più forme orweliane etico-sanitarie, etico-ecologiste, etico-tecnocratiche), e identitarismo, difeso sempre più dall’asse Russia-Cina? Due diverse facce del totalitarismo imperiale. Uno dolce, l’altro novecentesco. La guerra del domani, come noto, sarà esclusivamente cibernetica, economica e batteriologica. Ma la democrazia vera, da che parte starà?

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