Mazepin “Licenziamento ingiusto, non mi fido più della Haas”

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Il pilota russo: "La Fia mi permetteva di correre sotto una bandiera neutrale" ROMA (ITALPRESS) – "Mi asterrò da qualsiasi commento politico ma, personalmente, considero il mio licenziamento un'ingiustizia. Soprattutto dopo che la Fia aveva fatto sapere che i piloti russi avrebbero potuto correre sotto una bandiera neutrale. Esattamente come i tennisti sotto l'egida dell'Atp". Il giovane pilota russo Nikita Mazepin non ha digerito il licenziamento dal team americano Haas per via dell'invasione dell'Ucraina e per la vicinanza del padre al presidente Putin. "Non mi aspettavo davvero di essere cacciato – ha ammesso Mazepin a 'L'Equipe' – E non ho ricevuto alcun supporto dai team manager o dai dirigenti di F1. Alcuni piloti, però, mi sono stati vicini. Chi? Sergio Perez, Valtteri Bottas, George Russell e Charles Leclerc. Ho apprezzato. Semplici messaggi in cui mi dicono di tenere la testa alta, di aver condiviso il mio dolore, perché conoscono i sacrifici che devi fare per arrivare in Formula 1. Capiscono che questo è un sogno infranto e vorrei ringraziarli per il loro supporto". Silenzio invece dalla Haas: "Non ho ricevuto alcun messaggio da Gunther Steiner, il boss della squadra, e nemmeno da Mick Schumacher. È in questi momenti che misuriamo ciò che le persone sono veramente. Mi sono sempre fidato di Gunther al 100% e, dopo quello che è appena successo, capisco che a 23 anni non ero pronto a vivere una simile delusione. Se avrò l'opportunità di incontrarli di nuovo, dirò loro direttamente cosa penso". Mazepin non esclude di portare la Haas in tribunale: "Tutte le opzioni restano aperte. Una cosa è certa, non voglio tornare in una squadra che non mi vuole più. La F1 è uno sport pericoloso e devo avere piena fiducia in una squadra che prepara la mia macchina. Ma non mi fido più di loro". "Oggi però voglio concentrarmi sulla fondazione che ho appena creato, 'We Compete As One', che aiuterà gli atleti privati delle competizioni per motivi politici. Assistenza finanziaria, psicologica e anche giudiziaria. Sarà finanziata con i soldi della sponsorizzazione che Uralkali, l'azienda di mio padre, ha dovuto pagare al team Haas prima che anche questa fosse esclusa", conclude Mazepin. (ITALPRESS). mc/red 09-Mar-22 13:10

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