Calcio: Ceferin “Superlega progetto terribile, l’Italia deve investire”

2 minuti di lettura

In un'intervista al Corriere della Sera il presidente Uefa parla anche di guerra: "Sono ottimista, finirà presto" NYON (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Aleksander Ceferin parla di tutto. Il numero 1 della Uefa, in un'intervista al Corriere della Sera, affronta l'argomento guerra che per motivi diretti conosce bene, delle sanzioni ai danni dei club russi, di Superlega, dell'ex amico Agnelli e di un'Italia che deve mettersi al passo per quanto riguarda le infrastrutture. Si comincia dal conflitto Russia-Ucraina e lui, sloveno, sa cosa vuol dire. "Ci sono tante similitudini con oggi: era una guerra tra fratelli. A soffrire sono gli svantaggiati, non i politici. In Jugoslavia nessuno fece nulla, fu terribile. Per noi sloveni durò, per fortuna, solo 10 giorni. Io non ho dovuto sparare. Avevo 23 anni". La Uefa ha subito tolto la finale di Champions alla città russa di San Pietroburgo e inflitto "sanzioni sportive, oltre a dedicare più di un milione per i bambini e rifugiati ucraini. Non siamo influenzati dai politici, ma la politica è parte della vita e noi possiamo influenzarla, perché abbiamo il sostegno di tanti. Convinco i governi a investire in infrastrutture. Alcuni capi di stato sono interessati al calcio, altri meno. Macron e Erdogan sono tifosi, Merkel pure. I rapporti Uefa-Putin? In passato corretti, era ben preparato per un meeting. Non credo sia tifoso di calcio, gli piacciono più altri sport". "Le sanzioni sono necessarie: non è politica, ma una crisi umanitaria. Mi piange il cuore a punire gli atleti: non è la loro guerra, non l'hanno decisa né voluta. Ma dobbiamo mostrare unità per la pace", dice Ceferin che sulla chiusura del contratto con Gazprom dice: "Finanziariamente è costato molto. Per noi è un colpo al portafoglio, ma alla gente viene tolta la vita. Parlo tutti i giorni con Pavelko, presidente della federazione ucraina. Ho avvisato Dyukov della federcalcio russa prima di decidere: non sono un codardo, non faccio le cose di nascosto". Capitolo Superlega. "Se stabiliscono che la Uefa è un monopolio, i tre club si facciano pure la loro Uefa, giochino le loro competizioni. Perché vogliono stare nelle nostre? Vogliono stare qui e là, ma là non esiste, è un luogo metafisico. Penso credano anche che il mondo sia piatto. E poi finiamola di chiamarla Superlega, chiamiamola per quel che è: la Terrible League. Però anche se con quelle tre abbiamo problemi fuori – dice riferendosi a Juve, Real e Barça -, in campo tutti avranno sempre gli stessi diritti. Le nostre competizioni sono sane, senza preferenze per nessuno". Ceferin non cita mai Agnelli. "Uefa e Juve sono due istituzioni: avranno sempre rapporti corretti. Sulla persona nominata – appunto Agnelli – non voglio più dire una parola: è il passato". Ceferin è sicuro che il "progetto" del Mondiale biennale "non è più sul tavolo: erano tutti contrari. La Coppa del Mondo per club ogni 4 anni va benissimo" e poi parla della candidatura italiana per gli Europei del 2028 o 2032. "Le chance le ha, ma deve investire: da tanti anni non rifate gli stadi. Non avete impianti nuovi e quei pochi rifatti sono piccoli. Mi dicono che pure San Siro sarà rimpicciolito. Va coinvolto il governo, è un'operazione che fa bene al Paese. Ho grandi rapporti con le istituzioni, con il presidente Figc Gabriele Gravina e con Evelina Christillin, sempre pronti a sostenerci. Amo l'Italia. Il problema da voi è la burocrazia". Infine il futuro in generale e quello suo in particolare: "Sono ottimista e abbastanza sicuro che la guerra finirà presto. Penso che mi ricandiderò per un altro mandato Uefa, sperando di non vivere sempre in una crisi continua". (ITALPRESS). ari/red 11-Mar-22 09:42

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

ISS, aumenta l’incidenza settimanale del Covid a livello nazionale

Articolo successivo

Basket: Nba. I Nets vincono a Philadelphia, Golden State batte Denver

0  0,00