Calcio: 250 col Venezia, Modolo”Per salvarci abbiamo bisogno dei tifosi”

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Dalla Serie D al massimo campionato per il capitano degli arancioneroverdi VENEZIA (ITALPRESS) – Dai campetti di periferia, ai palcoscenici della Serie A. Tutto con la stessa maglia per un totale di 250 presenze. Marco Modolo resterà non solo nella storia del Venezia ma in quella del calcio italiano, perché una trafila del genere è difficile da mettere insieme. Lunedì all'Olimpico di Roma, il capitano ha raggiunto questo traguardo e non può che esserne orgoglioso. "Una bella soddisfazione, mai avrei pensato di arrivare a 250 gare con il Venezia, di farle in Serie A, in uno stadio come l'Olimpico. C'è rammarico perché avrei preferito un risultato diverso rispetto da quello ottenuto" spiega Modolo, nativo di San Donà di Piave, nel Veneziano. "Si tratta di un traguardo speciale. C'è stato un percorso dietro, partito dalla Serie D e un passo alla volta si è arrivati in Serie A con tanto lavoro. Sono stati anni di sofferenza, perché all'inizio non c'era un progetto importante. Eravamo in Serie D, senza grosse ambizioni ed era brutto per una città come Venezia: sarà un ricordo che porterò per sempre con me. Quand'ero piccolo, vedevo i bambini con la maglia di Juve, Inter e Milan, ora ne vedo allo stadio con la nostra: è la cosa più bella" confida Modolo. Ora, nell'ordine, arrivano Sampdoria, Spezia e Udinese e molto della stagione del Venezia passerà attraverso queste tre gare. "Sappiamo che stiamo vivendo un periodo non facile ma lo stiamo affrontando nel modo giusto. Stiamo lavorando tanto, nell'ultima parte di campionato dobbiamo portarci dietro la voglia di sacrificarsi vista a Roma. In Serie A non ti perdonano nulla se non hai carattere perdi con chiunque. Allo stesso tempo, però, se hai la giusta mentalità, puoi farcela". E fa un appello ai tifosi. "Mancano dieci gare, stiamo vivendo un sogno e abbiamo bisogno di tutti. Serve il sostegno del pubblico. L'atteggiamento non sarà sbagliato ma serve un Penzo in versione bolgia. Teniamo alla salvezza, va della carriera di ciascuno di noi. Dal primo all'ultimo sappiamo di dover dare il massimo" continua il capitano. Tanti anni in campo, dal 2008 nella Sanvitese sino al Venezia passando per la Pro Vercelli, il Gorica (Slovenia) e il Carpi, e tanti avversari in campo. Modolo ne cita tre. "Mi vengono in mente Immobile, Dzeko, Coda del Lecce; specie il laziale, lunedì ha toccato due palloni e ha fatto altrettanti gol, anche se uno è stato annullato per fuorigioco" dice Modolo. A proposito di Dzeko, il difensore torna su quella gomitata subita a Milano contro l'Inter proprio dal bosniaco da cui poi nacque il pareggio nerazzurro. "Dzeko non voleva farmi male, non era un gesto volontario ma di solito gli arbitri fischiano quando salti con un gomito largo. Il colpo lo avevo subito, era evidente, non stavo fingendo. Peccato, fossimo stati in vantaggio al termine del primo tempo, per l'Inter sarebbe stata più dura. Ma il passato non si può cambiare" conclude Modolo. (ITALPRESS). rag/ari/red 16-Mar-22 11:27

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