Ucraina. La vera posta in gioco oltre la comunicazione di Putin e Zelensky

3 minuti di lettura

L’ospedale oncologico bombardato dai russi, orrore e sdegno. Il mostro Putin che aggiunge dolore al dolore. E ancora: missili sull’ospedale pediatrico: il mostro “rosso-nero” che uccide i piccoli innocenti, per di più malati. E ancora: giornalista Usa, simbolo della vera libertà di informazione (quella occidentale) che viene colpito a morte. Poi, subito dopo: l’ospedale pediatrico era un covo di nazisti alleati di Zelensky e il giornalista è stato ucciso dai soldati ucraini che, in prossimità dei posti di blocco, hanno l’ossessione degli infiltrati russi.

Stessa cosa per la centrale nucleare: prima colpita dai russi (rischio di catastrofe mondiale), poi colpita dall’esercito ucraino, anche perché i russi la controllavano da vari giorni.
Quale verità, quale menzogna? In tempo di guerra è difficile non schierarsi, non essere tifosi, non accecarsi di fronte alla realtà che non si condivide. E i giornalisti obiettivi che mantengono la capacità di vedere oltre la nebbia, sono veramente pochi. Lo stesso Fausto Biloslavo ha dovuto ammettere che oltre la propaganda c’è una verità possibile che non sempre è quella che viene raccontata ufficialmente. E ci vuole molto poco oggi per finire nella black list degli amici di Putin.

Sì perché, l’impostazione dei media sulla guerra in Ucraina, come per la campagna vaccinista specialmente da noi, è morale, ideologica. Basti vedere in Italia e non solo, la percentuale minima di cronaca militare dei Tg, e invece al contrario, i continui servizi emotivi, sentimentali, tutto strappa-lacrime (donne in fuga, piccoli che piangono, anziani che si lamentano), storie comprensibili, ma assolutamente spropositate, con commenti a senso unico dei cosiddetti esperti di geopolitica che hanno sostituito (in questo, finalmente) i virologi, gli epidemiologi, i medici, ormai ex star. Nuove figure di competenti accompagnate da politici capaci solo di salire sul carrozzone del politicamente conveniente, oggi il “partito pacifista delle armi”.

E’ ovvio che c’è un aggressore e un aggredito, ma la propaganda diventa la protagonista di ogni informazione. Tutti purtroppo fanno propaganda.
Già in tempo di pace la realtà è sostituita dalla rappresentazione e dalla percezione, la verità dalla narrazione e gli annunci diventano i fatti, pure se i fatti non ci sono.
Figurarsi in guerra. Dove la comunicazione è vita o morte (non dimentichiamo la fake americana delle armi di distrazione di massa, usata per distruggere Saddam). E i diretti interessati stanno dando il meglio o il peggio di loro stessi.

Putin con la sua distanza, la sua freddezza, sempre vestito classico o in divisa militare, incarna l’autorità, la potenza disumana. Intende attualizzare il vecchio sogno zarista (la Nova Russia, ritornando a presiedere anche la penisola balcanica, entrando inesorabilmente in rotta di collisione con la Turchia, ex impero ottomano), e il vecchio sogno comunista (riconquistare gli Stati dell’ex patto di Varsavia).
Zelensky svolge il ruolo e lo fa bene (usando molto meglio la rete), di icona della libertà e di una occidentalizzazione non solo politica, ma anche economica: non a caso la sua svolta è stata lautamente finanziata dal Fmi (18miliardi di dollari), che in cambio ha chiesto le privatizzazioni (la svendita della sovranità economica), e le leggi arcobaleno (dall’aborto all’utero in affitto. In Ucraina tale pratica è gratuita).

Quale libertà? Quale Occidente? Fino agli anni Ottanta, la guerra fredda divideva il mondo in due concezioni diametralmente opposte: da un lato, l’Occidente, simbolo di libertà e di anticomunismo, di radici cristiane e liberalismo; dall’altra, la dittatura, lo stalinismo, il collettivismo e il materialismo.

Oggi i parametri si sono rovesciati. Putin dice (parliamo sempre di comunicazione), di essere la bandiera di quell’identitarismo, di quelle radici, di quella tradizione storica, culturale e religiosa che l’Europa non solo ha smarrito, ma tradito. E l’Occidente oggi, secondo Mosca e non solo, è la culla del laicismo, del liberismo, della società delle pulsioni dell’io, un mero coacervo di interessi economici, guidati da tecnocrati e banchieri, che hanno commissariato di fatto la democrazia, servendosi delle emergenze (dalla pandemia a quella attuale energetica) per marginalizzare il parlamento e comprimere le libertà costituzionali dei popoli.
Un’eterogenesi dei fini. Anche qui, quale verità? Quale menzogna? Quale estremizzazione di processi realmente in atto?

Sta di fatto che Putin, in questi ultimi decenni, è stato letteralmente accerchiato: dal punto di vista militare (la penetrazione verso Est della Nato. La guerra in Ucraina è partita già nel 2014, si veda la questione del Donbass), dal punto di vista economico (le sanzioni, molto prima di quelle comminate dopo l’invasione in Ucraina), e dal punto di vista culturale (la concezione arcobaleno della società). Quest’ultima è quella che lo zar teme maggiormente. Si pensi infatti, alla repressione di ogni dissenso in Russia, dissenso soprattutto giovanile, quindi, più sensibile ai valori occidentali.

Gli scenari futuri oltre la guerra? Il ritorno degli imperi (occidentale a guida Usa, orientale russo-cinese), destinato a limitare le sovranità nazionali e il diritto finora conosciuto, e lo scontro epocale tra le città metropolitane (tutte uguali, da Mosca a Parigi, da Barcellona a Londra, da Berlino a Bruxelles, ad Amsterdam), portatrici del cosmopolitismo, del laicismo e del liberismo, e le province profonde, portatrici di istanze tradizionali, identitarie (le Vandee d’Europa, emblema del sovranismo, della Brexit, brodo di coltura dei gilet gialli, delle regioni che danno il consenso a Putin).
Scenari cui assisteremo al di là dell’esito della guerra in Ucraina.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Ucraina, navi russe bombardano la regione di Odessa

Articolo successivo

Papa prega per i bambini ucraini “Vittime della superbia degli adulti”

0  0,00