Il Corriere della Sera ha titolato “Putin assassino”, riportando una dichiarazione urbi et orbi di Biden.
Cosa c’è dietro questa affermazione? Tutta la chiave per capire la guerra in Ucraina e non solo.
Uno schema morale, religioso, che presuppone lo scontro tra buoni e cattivi, tra male e bene, tra giusto e sbagliato.
E’ chiaro che nel nostro caso c’è un aggredito e un aggressore. Ma la guerra è solo l’effetto di una causa cominciata molto prima.
E se l’invasione, l’aggressione armata di un popolo sovrano, chiarisce subito chi è l’aggredito e chi l’aggressore, il riferimento alle cause storiche rovescia il parametro. Stiamo parlando della de-russificazione del Donbass, iniziata nel 2014, dei morti nelle zone russofone, passati nell’indifferenza da un Occidente silente e dormiente quando gli argomenti non lo interessano, ma reattivo, pacifista e guerrafondaio – le armi inviate – quando, invece, gli convengono o sono funzionali al pensiero unico. Insomma, da questo punto di vista, il male diventa l’aggredito e il bene l’aggressore? Ovviamente non se ne esce più.
La frase pronunciata da Biden è il classico esempio del presupposto ideologico che muove il pensiero liberal e radical mondialista dei democratici Usa, tenendo presente che sono sempre stati loro, i presidenti dem, a provocare e dichiarare le guerre nel mondo.
E’ il concetto di “impero del bene”, che gli Usa pretendono di rappresentare e incarnare. Alibi per intessere, organizzare e imporre i loro interessi geopolitici e geoeconomici.
Un concetto che si traduce nel giudice morale globale, nel gendarme internazionale, da cui nascono sempre le guerre umanitarie o di ingerenza democratica: altra neo-lingua funzionale all’imperialismo in salsa Usa.
Tutti gli Stati dentro l’influenza Usa sono a sovranità limitata, vengono annessi economicamente e finanziariamente. Lo abbiamo visto noi quando l’Italia ha ciclicamente tentato di rialzare la testa (Moro, Craxi, Berlusconi, Olivetti, Mattei etc).
La diretta conseguenza dell’impero del bene è infatti, che “ti uccido per il tuo bene, ti uccido per il bene”. E’ questa la giustificazione dei bombardamenti in Jugoslavia, in Libia, in Siria, in Iraq (massacri su fake, come le armi di distruzione di massa in mano a Saddam, notizia falsa, propaganda pura).
Tornando all’Ucraina: Biden che ha creato i presupposti economici, finanziari, culturali, per “convertire” l’Ucraina, servendosi di un presidente molto sensibile a tale progetto, e alla luce delle operazioni e guerre Nato scatenate finora, ha le carte in regola per dare a Putin dell’assassino, in linea con la proposta della sua vice Kamala Harris, di dichiararlo addirittura criminale di guerra?
Perché nessuno parla di una certa Victoria Nuland, artefice del colpo di Stato in Ucraina del 2014, finanziato dagli Usa con oltre 4miliardi di dollari (di cui una parte dal solito George Soros)? Suo marito, Robert Kagan è stato il co-fondatore di The Proget for a New American Century. Sono quelli che avevano proposto a Bill Clinton di fare guerra all’Iraq e Clinton si rifiutò. In seguito, dopo il drammatico 11 settembre, George Bush, condivise la cosa, anche perché questa lobby piazzò i suoi uomini-chiave nella stanza dei bottoni: Dick Cheney (vicepresidente), Donald Rumsfeld (difesa), e vari consiglieri come Pearl e Wolfowitz. In sostanza, stiamo parlando della lobby della guerra, legata ai venditori e produttori di armi.
Perché nessuno parla degli interessi ucraini di Hunter, figlio di Biden (l’energia)? E che dire dei 18miliardi di dollari dati dal Fmi per occidentalizzare questo paese, ottenendo in cambio da Zelensky le privatizzazioni e la totale laicizzazione della sua terra (aborto, utero in affitto gratis)?
Perché nessuno parla delle fonti sporche (petrolio, gas, carbone) della Russia, Cina e India che sarebbero state tagliate via dalla Green Economy imposta da Bruxelles, nel nome delle rinnovabili?
Ecco, dietro queste verità c’è la risposta al fatto che nessuno può dare dell’assassino agli altri senza guardarsi dentro. E dietro.



