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E’ giusto far parlare solo gli esperti di guerra?

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E’ giusto far parlare solo gli esperti di guerra? Per Alessandro Orsini, già professore Associato di Sociologia del terrorismo e Direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS presso Luiss Guido Carli, che ha espresso la sua opinione oggi su Facebook facendo discutere, la risposta è no. La guerra è di tutti

Ecco il suo post: “La cultura non dovrebbe mai essere usata per colpire, ferire, umiliare o denigrare, ma sempre per comprendere, aiutare, superare le paure e liberare. Non condivido l’idea che a parlare della guerra in Ucraina debbano essere soltanto gli esperti di sicurezza internazionale per due ragioni. La prima è che gli esperti di sicurezza internazionale sono talvolta legati a gruppi di potere assai potenti e non dicono la verità oppure tendono a distorcere i fatti per non dispiacere gli interessi dei potentati da cui sono pagati o con cui sono in contatto. La seconda è che spesso gli esperti di sicurezza internazionale sbagliano analisi e previsioni, come dimostra il fatto che nessuno di loro avesse previsto l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Può capitare che un panettiere dalla mente libera dica cose sulla politica internazionale più vere e profonde di un esperto con tanti titoli o presunti tali. Il fisico Carlo Rovelli, nell’ultima puntata di Piazza Pulita, ha detto cose molto più profonde e libere di tanti esperti di politica internazionale”.

La stessa riflessione è applicabile in materia sanitaria, non solo alla guerra. 
Il ragionamento è quello di istruirsi per essere liberi e non essere merce di scambio e manovrabili da chiunque, anche se in materia scientifica è più difficile. Per questo serve aprire il dibattito a più professionisti possibile almeno.

Poniamoci questa domanda: Mettiamo pure che le sanzioni provochino la disfatta di Mosca o un golpe in Russia. Crede che d’improvviso l’Europa sarebbe pacificata? Ecco, in questo caso sarebbe utile sentire un economista allora. Non si finisce mai di imparare e tutti, anche gli esperti, possono crescere nel confronto

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