Il presidente del Cip: "Nell'Unione Europea solo un disabile su due è occupato" ROMA (ITALPRESS) – L'impegno dell'Unione Europea affinché il cittadino con disabilità sia interamente integrato ad oggi non è stato onorato. A sostenerlo, dati alla mano, è il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, ospite dell'evento on line "I martedì sul futuro dell'Europa" trasmesso sul sito di 'Repubblica'. "Sono pessimista – spiega il numero uno del Cip – Cercando in rete, risultano dati impietosi: 87 milioni di persone vivono con forme disabilitanti nei confini dell'Unione Europea e il livello di occupazione media, tolti i totalmente inabili, è del 50 per cento. Questo significa che una persona su due non è occupata: è un dato impietoso, di emarginazione dal mercato lavoro, soprattutto per le categorie fragili. E' prodromico del rischio di povertà e si costringe allo stato assistenzialistico, rinunciando a contribuenti che potrebbero sostenere l'economia del paese. Il quadro è estremamente allarmante, con un chiaro svantaggio per le persone con disabilità nel trovare un pieno collocamento, per una sostanziale negazione dei diritti di cittadinanza delle persone disabili". Per Pancalli, "si conferma una preoccupazione che da diversi anni si palesa, e cioè che l'UE si stia costruendo sulla sostenibilità economica rispetto ai valori e alla socialità. Per questo penso che la situazione sia estremamente fragile". Circa lo sport come mezzo di crescita anche democratica, Pancalli sottolinea che con la guerra in Ucraina, "risulta ancora più importante. Questo conflitto restituisce alla nostra Europa la centralità delle persone e dobbiamo favorire ogni percorso utile per rafforzare le democrazie. Ho sempre attribuito allo sport un valore che va ben oltre i risultati, che possono inorgoglire, ma è più di un contenitore agonistico. Lo sport ha un forte e alto valore politico, e deve rappresentare un pezzo di politiche pubbliche si cui investire perché è uno straordinario mezzo di politica e dialogo. Nello sport si è tutti uguali e ci si misura nei vari livelli, investire meglio, in maniera equanime e diffusa, secondo me sarebbe cosa buona e giusta perché può aiutare la crescita valoriale di ogni paese. Ma ha anche una valenza economica: investire sullo sport significa farlo sul benessere delle persone, e persone che stanno meglio costano meno ai seevizi sanitari nazionali". (ITALPRESS). mc/red 22-Mar-22 20:16
Pancalli “Investire su sport per crescita valoriale e economica”
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