Calcio: Gravina”Venderemo cara pelle ma Mondiali non risolvono problemi”

mercoledì, 23 Marzo 2022
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"Dimissioni se non ci qualifichiamo? Ho un ampio consenso" ROMA (ITALPRESS) – "Venderemo cara la pelle: siamo abituati a sudarci tutto, storicamente o facciamo grandi exploit o grandi flop". Gabriele Gravina, presidente della Figc, non si sbilancia in pronostici ma è sicuro che l'Italia darà tutto in questi play-off mondiali, a partire dalla sfida di domani a Palermo contro la Macedonia. Ma se gli azzurri non dovessero qualificarsi al Mondiale – e sarebbe la seconda volta consecutiva – cosa farebbe Gravina? "Solo un folle lega la politica al risultato sportivo – ribatte in un'intervista a 'Repubblica' – Io voglio vincere, ditemi dove devo andare a piedi per vincere queste due partite e ci vado. Ma se pensassi che vincendo due partite risolverei i nostri problemi, ucciderei il calcio italiano. Sono stato eletto un anno fa, abbiamo vinto l'Europeo, ho una maggioranza solida e un ampio consenso. Non esiste l'istituto della sfiducia, se mi facessi da parte per andare al voto probabilmente verrei rieletto. Che presupposti ci sono per dimettersi? Nessuno". Discorso simile per Mancini: "Ha perso una partita delle ultime 40, gli ho fatto firmare il rinnovo prima dell'Europeo e non era scontato che lo vincessimo, anzi. Se avessimo segnato quel rigore di Roma contro la Svizzera, per me un 'rigorino', non staremmo a parlare di tutto ciò". A preoccupare Gravina è la situazione generale del sistema calcio italiano. "Guardate il risultato nelle competizioni europee. Se la Juve perde 3-0 con la settima spagnola c'è un motivo. Se tutte escono prima dei quarti in Champions c'è un motivo. Le Primavera hanno solo il 30% di giocatori italiani, non ci sono infrastrutture per far allenare i giovani, abbiamo perso 200 mila tesserati del settore giovanile e scolastico durante la pandemia, recuperandone poi 120 mila. La responsabilità politica c'è se non si risolvono questi problemi". Una responsabilità che Gravina condivide "con tutto il sistema calcio. Certo, l'elemento trainante, la Lega, deve dare dimostrazione di leadership comportamentale. Con i progetti, non con le urla. Se avremo coraggio, otterremo risultati nel medio termine. Diversamente, raccoglieremo i cocci. Serie A è divisa su di me? La Serie A non sono solo due o tre soggetti. Io ricevo consensi quotidianamente. Ci sono resistenze da parte di vecchi protagonisti del calcio che non hanno fatto il bene del movimento e non possono oggi essere un riferimento governativo". Ma sull'introduzione dell'indice di liquidità per l'iscrizione al campionato il "no" dei club è compatto. "Il tema delle licenze è delicato – replica Gravina – Se la A non comincia ad adeguare il proprio modus operandi a logiche aziendali vere, avrà un risveglio violento quando sarà la Uefa, con la commissione che ho l'onore di presiedere, a inserire indicatori rigidi per giocare le coppe, dal 2024/25. Se alcuni indicatori economici mi dicono che il sistema è in una condizione di prefallibilità, io devo intervenire". Infine una battuta sulla lotta al razzismo, che sabato ha vissuto un'altra pagina da dimenticare con gli insulti denunciati da Maignan a Cagliari. "Tutte le società hanno gli strumenti tecnologici per identificare i razzisti e devono utilizzarli, altrimenti pagano. Tante li hanno denunciati penalmente. Piuttosto, gli ispettori sul campo dovrebbero essere più attenti ad ascoltare cosa succede". E sulla Superlega chiosa: "Se diventasse realtà, la Juventus sarebbe fuori dal campionato italiano. La Superlega è la risposta sbagliata a un'esigenza reale. Anche l'Italia deve ragionare su come migliorare la qualità del campionato e renderlo più appetibile per i mercati in espansione come quello arabo dove al momento raccoglie poco". (ITALPRESS). glb/com 23-Mar-22 09:26

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