Antonello “Serve gestione sostenibile calcio in Italia ed Europa”

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"Stadio? È più importante averlo rispetto al dove" MILANO (ITALPRESS) – "Il mondo del calcio deve ripensare alcuni paradigmi. Certi compensi a cui si era arrivati prima della pandemia erano drogati. Ora bisogna tornare a un equilibrio tra spese e incassi. Serve una gestione sostenibile del calcio, non solo in Italia ma a livello europeo". È questa, secondo l'amministratore delegato dell'Inter, Alessandro Antonello, la strada da seguire nell'era post-Covid. La società nerazzurra da tempo ci sta lavorando. "Quest'anno la perdita sarà più che dimezzata, diciamo attorno ai 100 milioni – le sue parole in un'intervista a 'Repubblica' – Certo che i costi, specie quelli per i compensi della rosa, sono poco comprimibili. Altri anni di austerity all'Inter? In questo momento è corretto garantire una sostenibilità economica e finanziaria al club e se questo significa una riduzione dei costi andremo avanti in questo senso. Ma la disciplina economico finanziaria deve essere sempre bilanciata dalla competitività sul campo. Con Beppe Marotta dobbiamo lavorare, e lo facciamo, a braccetto. Lo scudetto della scorsa stagione e la nostra corsa di quest'anno dimostrano che le due cose si possono tenere insieme. E poi il tema della sostenibilità è generale e dovrà segnare i comportamenti di tutte le squadre". Anche la Uefa sta lavorando in questa direzione ("è un nuovo approccio di sostenibilità che si sostituisce appunto al tradizionale financial fair play: ci sarà la 'squad limit ratio', che prevede che il costo della rosa, quello dell'allenatore e gli ammortamenti, non possano superare a regime il 70% del fatturato e delle eventuali plusvalenze da trasferimenti") mentre in Italia "il problema è che la Lega di Serie A esprime all'estero un valore dei diritti televisivi ai minimi storici: siamo sotto i 200 milioni di euro, contro il miliardo quasi raggiunto dalla Premier League o dalla Liga spagnola. Dobbiamo muoverci subito, visto che la prossima tornata di diritti si aggiudica fra due anni. Poi, certo, ci sono anche le infrastrutture che aumentano l'attrattività del campionato". E qui rientra la questione dello stadio di San Siro. "Il dibattito pubblico è lecito e corretto, ma come investitori dobbiamo avere la certezza dei tempi e questo dibattito può durare fino a dodici mesi. Dobbiamo tenerci anche un piano alternativo nel caso le cose non vadano come previsto. Temiamo un allungamento dei tempi o uno stravolgimento del progetto che è già stato modificato per venire incontro alle richieste del Comune – confessa Antonello – Se una di queste condizioni si verificasse potrebbe spingerci altrove. Vogliamo un nuovo stadio e averlo è più importante rispetto a dove averlo". (ITALPRESS). glb/red 31-Mar-22 10:44

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