L’Occidente pagherà in rubli gas e petrolio della Russia?

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Circola in rete un pezzo di tale Carlo De’ Coppolati laureato in materie economiche e in Relazioni Internazionali, esperto di contrattualistica internazionale, che spiega perché alternativa a pagare in rubli gas e petrolio russi al momento non ci sia.

Afferma De’ Coppolati che “per le compagnie italiane non farà gran differenza pagare in una valuta piuttosto che in un’altra. Bisognerà però procurarsi quella valuta e lo si può fare praticamente solo comprando rubli dalla Banca Centrale Russa, non si trova un miliardo di euro al giorno in rubli all’angolo della strada. E si comprano rubli pagando in euro o dollari”. Insomma il petrolio non è un gioco da ragazzi ma intanto “i ragazzi eurodeputati” con 513 sì e solo 22 voti contrari e 19 astenuti, hanno approvato oggi la risoluzione che chiede l’embargo totale e immediato delle importazioni di petrolio, carbone, gas e combustibile nucleare dalla Russia, in risposta alla guerra in Ucraina.

Questo perché la questione messa sul tavolo da Putin era inaccettabile per loro. Il pagamento delle forniture sarebbe andato direttamente alla Stato russo senza transitare dalle compagnie petrolifere russe come la Gasprom. Si bypassavano così le sanzioni in pratica.

Va bene, abbiamo scelto una strada. Ma che strada è? Partiamo da un dato: al momento “non ci sono possibilità di approvigionamento di gas o petrolio – ha chiarito l’economista con la sua analisi –  da altri fornitori in tempi brevi. Per portare il gas in Italia ci vogliono i tubi che NON CI SONO e quelli che ci sono erogano già quasi alla massima portata. Per fare un altro gasdotto ci vogliono accordi internazionali e diversi anni. Per comprare il gas americano liquefatto e trasportarlo per nave ci vogliono le navi e i rigassificatori CHE NON ABBIAMO”.

In pratica con 2 o 3 non copriremmo il fabbisogno di 30 o 40.

Fra l’altro ieri Biden ha detto che può darci fino a 15 miliardi di gas liquefatto. All’Europa ne servono 155 miliardi. Se ricominciamo a trivellare in adriatico possiamo tirare fuori (fra qualche anno) forse 5 o 6 miliardi di metri cubi annui. Ne servono 30, si attenua un poco il problema ma non si risolve.

E ricorda De’ Coppolati: “Per il petrolio nessuno dei grandi produttori ha accettato di aumentare la prduzione per sopperire al petrolio russo. L’Arabia Saudita nemmeno ha voluto parlare con gli Americani e si è detta neutrale e non applica sanzioni alla Russia. Il Venezuela si è schierato apertamente con la Russia. Idem gli Emirati Arabi. Idem l’IRAN. Molti Paesi sono stanchi delle ingerenze USA in casa loro. L’IRAN non ne può più. In Venezuela per Maduro l’unico americano buono è un americano morto. Gli “amici” sauditi hanno ricevuto un pò di sgarbi dagli americani e il giovane principe se chiama Biden nemmeno alza il telefono. Gli Emirati Arabi hanno troppi interessi russi sul loro territorio per inimicarsi Putin. Chi ci darà il petrolio? Tanto petrolio….. Babbo Natale? Il nucleare? 10 anni. La green energy? 10–15 anni e costi stratosferici e comunque non è una soluzione definitiva e reale, Gli americani? Non possono sostenere il fabbisogno europeo. Producono tanto ma hanno anche un fabbisogno interno enorme e 330 milioni di abitanti e da soli non sono assolutamente in grado di soddisfare le richieste europee. Il 60% del petrolio che consuma l’Europa è russo. E’ un oceano di petrolio che alimenta quasi mezzo miliardo di auto e camion. Ed è inoltre facilmente vendibile ad altri acquirenti come l’India per esempio che ne ha una fame spropositata e ha 3 volte gli abitanti di tutta l’Europa. E il prezzo sta continuando a salire: il petrolio a 115 dollari (il Brent addirittura 121), il prezzo del gas a 295 euro il megavattora, il 23 febbraio era a 88 euro. Se pensavamo di impoverire i russi con le sanzioni mi pare che abbiamo sbagliato strategia. Li stiamo arricchendo spaventosamente. Il rublo è già tornato “potabile”, dal picco di 156 rublo per un dollaro siamo già a circa 106 e ancora il “run” al rublo non è cominciato. Figurarsi. Gli abbiamo fatto il solletico. Svalutato la moneta del 20% e aumentato le loro entrate del 100%. In definitiva non c’è alternativa credibile al momento”.

Bisognerà aspettare almeno 5 anni forse. Non certo 5 mesi.

Dunque le conclusioni che tira l’esperto, e che da questa premessa possiamo tirare tutti, sono semplici: “La scelta è fra il metterci d’accordo con i russi e conservare un minimo di rapporti commerciali, anche obtorto collo, oppure prendere una sberla economica apocalittica. Chiuderebbe metà delle fabbriche energivore del Paese. Ci sarebbero milioni e milioni di disoccupati. La Germania si è già espressa chiaramente: facciamo quello che volete, qualsiasi sanzione, ma lasciate stare petrolio e gas. Idem la Francia che è certo più indipendente di noi ma ha problemi identici. Più chiaro di così….. ma lasciando stare petrolio e gas e pagando in rubli, le sanzioni è come se non ci fossero per la Russia. Fanno male solo a chi le applica. E il pagamento in rubli non è che dovremmo “piegarci” a farlo. O lo facciamo o chiudono i rubinetti. I russi possono risolvere i loro problemi di vendita in tempi ragionevoli, soprattutto il petrolio. Noi andiamo verso la bancarotta con il botto. Sacrificando qualche pedone i russi stanno vincendo una partita di livello mondiale che cambierà gli equilibri economici del mondo. E se non si chiama scacco al Re questo (speriamo non sia un matto), non so come chiamarlo. E in Italia c’è gente che canta vittoria e a scacchi nemmeno sa giocare”.

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