Ucraina, parla M.G. Maglie: “E’ nuova Guerra Fredda e durerà a lungo”

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E’ scambio di accuse fra Russia e Ucraina sulla strage di Bucha. Zelensky ha chiesto per Putin una sorta di processo di Norimberga con l’accusa di crimini contro l’umanità, mentre la Russia insiste con il dire che in realtà non c’è stato nessun massacro e che è stata tutta una messinscena da parte degli ucraini. Gli americani invece sostengono di avere prove inoppugnabili delle responsabilità russe. Nel frattempo il negoziato sembra sempre più inconcludente e la fine della guerra non si vede. Abbiamo chiesto un parere alla giornalista e scrittrice Maria Giovanna Maglie, che è stata inviata di guerra per la Rai ed è esperta di scenari geopolitici.

Sui massacri di Bucha è scambio di accuse fra Russia e Usa. Biden chiede che Putin venga incriminato e i russi rispondono che è tutta una montatura. Si è fatta un’idea di come stanno realmente le cose?

“In una guerra c’è sempre anche una componente di propaganda. In una guerra nella quale una delle due parti, la Russia, non manda alcuna immagine anzi nega che si tratti di una guerra, ma solo di un’operazione militare, è ancora più difficile distinguere. È possibile che un’indagine indipendente scopra che qualche cosa è stato costruito o esagerato, ma i morti sono lì a testimoniare che la sostanza non cambia”.

La Polonia due giorni fa si è detta pronta ad ospitare le armi nucleari della Nato. Secondo qualcuno è stato un annuncio irresponsabile, un tentativo di alzare la tensione. È d’accordo?

“Gli annunci hanno sempre lo scopo di spaventare, quindi di deterrenza. La Polonia è spaventata perché è al confine con l’Ucraina e potrebbe essere a sua volta un obiettivo. La Polonia inoltre è il luogo di rifugio principale dei profughi. I primi a minacciare il possibile ricorso ad armi nucleari sono stati gli uomini di Putin. Quindi non me la sento di condannare la dichiarazione della Polonia. Certamente siamo in una fase di escalation della guerra dai risultati imprevedibili”.

C’ è chi dice che la Russia sia in grandi difficoltà e che l’Ucraina non deve cedere alle richieste di Putin sul Donbass e la Crimea. Pensa che sia davvero così? L’Ucraina ha la forza per resistere e sconfiggere il nemico?

“L’Ucraina ha sicuramente dimostrato una forte dose di resistenza e non dobbiamo dimenticare che nei mesi precedenti l’aggressione russa è stata armata, sono arrivati dei mercenari, è stata fornita di una contraerea efficace. Probabilmente a Putin i generali avevano raccontato una storia diversa, una conquista facile. Di qui a pensare che la guerra sia stata vinta dall’Ucraina, sarei cauta. È ancora una partita tutta da giocare, la Crimea è stata conquistata 8 anni fa, diverso il discorso del Donbass, che si è dimostrata regione non così schierata con la Russia. Ma ad un certo punto sarà il negoziato che dovrà parlare”.

Secondo il suo punto di vista quando finirà la guerra e chi l’avrà vinta? Pensa che l’Ucraina potrà essere il colpo che affosserà Putin? O sarà lui alla fine il vincitore?

“Rovesciare Putin secondo me per il momento è un wishful thinking, indebolirlo invece, se l’avventura in Ucraina gli sarà andata male, è un obiettivo possibile. Nessuno è oggi in grado di prevedere come andrà a finire. Personalmente ritengo che l’arma nucleare anche se minacciata non verrà utilizzata. E credo anche che una scelta da parte dell’Occidente di instaurare una no fly zone sull’Ucraina agevolerebbe il negoziato. Quanto al ritorno della Guerra Fredda, è un fatto, ed è destinato a durare”.

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