Il ministro Orlando sul potere d’acquisto trova le domande ma non le risposte

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Andrea Orlando è un ministro tutto sommato bravo a individuare i problemi e a descriverli senza troppe reticenze: è quanto ha fatto ieri intervenendo al webinar organizzato dalla Uil dal programmatico titolo “Tutelare il potere d’acquisto di pensionate e pensionati”.

“C’è effettivamente una perdita reale del potere d’acquisto che in qualche nodo deve essere affrontata – ha ammesso il titolare del dicastero del Lavoro -. Tutelare il potere d’acquisto di salari e pensioni credo sia oggi una assoluta priorità: l’inflazione reale sta crescendo ed inevitabilmente sta erodendo il potere d’acquisto dei redditi fissi”.

La sua analisi è purtroppo confermata dall’Istat, che quasi in contemporanea diffondeva nella nota sull’andamento dell’economia italiana di marzo 2022, nella quale individuava nel “forte rialzo del carovita” il principale rischio” in un paese che si stava avviando a uscire dal Covid con il Pil in poppa e ora, a causa del conflitto, comincia a temere un 2022 a crescita zero o quasi.

Dove però il dirigente del PD è ancora deludente è nell’individuazione, guarda un po’, di qualche soluzione credibile. “Sappiamo che il recupero del potere d’acquisto delle pensioni già previsto nella legge di bilancio di quest’anno non sarà sufficiente a far fronte ad un’inflazione che si è rimessa a correre” ammette, senza però offrire uno straccio di risposta che non sia una approfondita “riflessione pensioni, servizi e lavoro di cura”.

Di sicuro i soldi che serviranno a evitare di “far pagare gli effetti della guerra e delle transizioni alle fasce più deboli, tra cui i pensionati”, non verranno da inasprimenti fiscali, di solito la risposta automatica del suo partito a qualunque problema di cassa. Proprio ieri infatti i suoi “alleati” di governo di centro-destra Salvini, Tajani e Lupi hanno incontrato Mario Draghi e il ministro Daniele Franco ottenendo l’assicurazione che non ci sarà alcun aumento delle tasse, valutate anzi dal premier come già “eccessivamente onerose” per il contribuente italiano.

La mossa di Lega e Forza Italia rivela come, al di là di qualche dichiarazione di facciata, questo governo continui a tenere insieme pezzi di maggioranza che non hanno alcuna intenzione di parlarsi ed è un peccato, perché gente come Tajani e Orlando hanno sicuramente più cose in comune di quante possa loro convenire di ammettere.

Così la vera preoccupazione della Cisl, ovvero come dare una mano ai pensionati il cui potere d’acquisto è destinato a essere eroso a causa dei rincari di energia e beni di prima necessità, rimane per ora senza risposta, a destra come a sinistra.

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