Sfida Macron-Le Pen tra proteste, Europa, ecologia e immigrazione

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Parigi. Elezioni francesi, la sfida Macron-Le Pen vista da Parigi.

Una grande folla di giovani riempie la piazza antistante l’entrata principale della Sorbona.La cosa non sorprende perché si tratta della più famosa Università della capitale francese.Ma non è il solito capannello di studenti, si avvertono grida e frasi di protesta ripetute in coro. Davanti all’entrata un manifesto recita: “Face au fascisme et à la misère, la lutte sociale est nécessaire”, ossia «Davanti al fascismo e alla miseria, la lotta sociale è necessaria

Sono gli studenti che protestano per i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali dello scorso 10 aprile. Non si riconoscono nel pensiero politico di Emmanuel Macron né in quello della leader di destra del Rassemblement National Marine Le Pen, i due candidati che hanno ottenuto il più gran numero di voti e che si sfideranno nel ballottaggio del 24 aprile.

Un ballottaggio che si ripete quindi ma, questa volta, secondo i sondaggi, l’attuale capo dello Stato non avrebbe un vantaggio così netto nei confronti della Le Pen come nel 2017.

Per far sentire la loro voce ed esprimere il loro dissenso, gli studenti hanno occupato la sede principale della Sorbona, impedendo l’accesso a chiunque volesse entrare.  A seguito di questa vicenda il rettore dell’Università ha deciso di chiudere tutte le sedi e sospendere le lezioni.

Non protestano solo gli studenti.

Nella capitale francese si respira un’aria di grande tensione. Centinaia di parigini sono scesi in piazza sia contro la destra nazionalista che contro il presidente uscente.

Le proteste sono organizzate da diversi gruppi, dalla lega dei diritti dell’uomo agli ambientalisti di Greenpeace fino ai famosi  “gilet gialli”.

Ma non solo a Parigi. Negli ultimi giorni  in tutta la Francia sono  state organizzate decine di manifestazioni.

Al primo turno il movimento studentesco e molti giovani hanno sostenuto Jean-Luc Mélenchon leader del  movimento di sinistra “La France Insoumise” e che il 10 aprile ha ottenuto il 21 per cento dei consensi contro il 23,1 della Le Pen e il 27,8 del presidente uscente.

I voti degli elettori di Mélenchon potrebbero fare la differenza al prossimo ballottaggio insieme al 26 per cento di astenuti.

Forse non è un caso che il Presidente Macron ha scelto per un suo comizio la città di Marsiglia dove al  primo turno Melenchon ha ottenuto un ottimo risultato.

Le votazioni del 24 aprile mettono in contrapposizione non solo due schieramenti ma due visioni della Francia.

Dopo cinque anni di presidenza, il leader di “En Marche”, convinto europeista, continua ad essere identificato con una Francia benestante, forte economicamente.  La Francia delle città, la Francia delle elite.

Mentre la Le Pen rappresenta una Francia popolare, delle periferie e che difende i suoi confini dall’immigrazione. “Guiderò col buon senso di una madre di famiglia senza eccessi e con buon senso. I francesi saranno la priorità del mio quinquennato” ha detto.

In vista del ballottaggio ha ammorbidito i toni xenofobi e ha adottato una linea più prudente.

Mentre Macron durante il comizio marsigliese ha puntato sui temi cari ai giovani, l’ambientalismo, lo sviluppo sostenibile e ha annunciato che la Francia sarà la prima grande nazione a uscire da gas, petrolio e carbone e svilupperà le energie rinnovabili con 50 parchi eolici.

Per Macron il  24 aprile “sarà un referendum pro o contro l’Ue, pro o contro l’ecologia, pro o contro la nostra gioventù, pro o contro la nostra Repubblica“.  

In questi giorni i francesi preferiscono non parlare di politica, assumendo un atteggiamento di rassegnazione.

Molti hanno deciso di non votare il 10 Aprile pur disponendo di un’ampia scelta di candidati. Si prevede una grande astensione anche per il secondo turno e, tra chi parteciperà al voto, molti sceglieranno il “male minore”.

Nel dibattito televisivo di mercoledì sera, tra i due candidati Macron è apparso tranquillo e sicuro di sé.

Al contrario Marine Le Pen non è riuscita a evitare momenti di incertezza e nervosismo e ha dato spesso la sensazione  di non conoscere perfettamente il suo programma elettorale.

Tanti i temi sul tavolo: disoccupazione, ecologia e potere d’acquisto.

Ma il dibattito si è infiammato soprattutto con la guerra in Ucraina.  Macron ha accusato l’avversaria di essere “dipendente dal potere russo”.

E l’ Europa con  la Le Pen che rinfaccia a Macron di “parlare di sovranità europea  e non di sovranità francese” e il presidente uscente che l’accusa  di voler far uscire la Francia dall’Unione Europea.

Il gradimento degli spettatori è stato per il 59 percento in favore di Macron contro il 39 per la sfidante. 

Vedremo quale impatto avrà avuto nell’elettorato  questo faccia a faccia televisivo.

La corsa dei due candidati verso l’Eliseo sta per finire e tra pochi giorni sapremo chi guiderà la Repubblica Francese per i prossimi cinque anni.

Di Sofia Barilari

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