Tra Russia e Ucraina i tedeschi scelgono l’unico valore che conoscono; i soldi

2 minuti di lettura

Soldi, soldi, soldi. Se dovessimo riassumere in tre parole le ossessioni tedesche ce ne basterebbe una ripetuta tre volte. Ossessione che è stata alla base delle pressioni che indussero nel 2008 l’allora presidente della BCE Trichet alla folle scelta di alzare i tassi in piena recessione. Ossessione che convinse nel 2012 la cancelliera Angela Merkel che era meglio far fallire la Grecia pur di evitare un salvataggio che sarebbe costato qualche centinaio d’euro a ogni contribuente tedesco. Ossessione che adesso è sufficiente a Scholz per decidere che non si può smettere di comprare il gas russo perché, secondo i dati della Bundesbank, “Un’improvvisa interruzione delle forniture di gas all’Ue potrebbe intaccare l’economia del 5% quest’anno“, causando in caso di prosecuzione del conflitto “una restrizione del Pil del 2%”.

Un incubo da togliere il sonno ai tedeschi, che i crolli del Pil sono abituati a infliggerli agli altri (quello della Grecia tra il 2011 e il 2012 scese fino a un gelido -8%). Così, anche se Berlino è assoluta colpevole della situazione in cui si trova oggi (nessuno ha chiesto loro di far dipendere interamente le loro forniture di gas e petrolio dalla Russia, chiudendo le centrali nucleari ancora attiva mentre la vicina Francia, saggiamente, le potenziava per avvicinarsi all’indipendenza energetica) sembra non avere alcuna intenzione di pagare il conto, insistendo anzi perché la BCE alzi i tassi d’interesse nonostante ci troviamo nel pieno di un conflitto europeo, solo per paura di perdere qualche soldo depositato sui conti correnti.

I dati della banca centrale tedesca sono destinati a far discutere, perché ribaltano le conclusioni espresse poche settimane fa da un gruppo di economisti che fanno parte della Diw, l’Istituto tedesco per la ricerca economica, che avevano spiegato come l’embargo sull’energia russa sarebbe del tutto gestibile dalla macchina produttiva tedesca, e causerebbe un calo del Pil compreso tra lo 0,3% e il 3%. A loro parere la Germania potrebbe diventare indipendente da Mosca già entro questo inverno, a patto di muoversi subito per diversificare le fonti di approvvigionamento (come sta facendo l’Italia) e puntando su qualche risparmio nel riscaldamento domestico. La presidente della Diw Claudia Kemfert aveva spiegato che “l’embargo può funzionare” e che in ogni caso eventuali sofferenze sarebbero da imputare alla politica filorussa di troppe aziende: “Parte dell’industria tedesca si è comportata in modo irresponsabile – la sentenza -. Per anni, come esperti del settore, abbiamo chiesto alle imprese di inserire i rischi geopolitici nei loro modelli, ma non lo hanno fatto”. Le parole dalla Kemfert avevano mandato su tutte le furie Scholz, che aveva bollato le stime della Diw come “errate” e addirittura “irresponsabili”.

Ed ecco che dopo qualche settimana arrivano nel consueto bollettino mensile questi dati “nuovi” della Bundesbank, che è vicinissima al cancelliere. Il quale ha potuto oggi spiegare tranquillamente allo Spiegel che lo stop completo alle forniture russe non servirebbe a mettere fine alla guerra e in ogni caso andrebbe evitato perché occorre prima di tutto “evitare una drammatica crisi economica, con la perdita di milioni di posti di lavoro e di fabbriche che non riaprirebbero mai più”. È per questo, ha concluso “È nella mia responsabilità dire che non lo possiamo”. Fa una certa impressione, per tornare alla questione dell’ossessione unica dei tedeschi, come nel discorso di Scholz compaiano quasi esclusivamente considerazioni economiche; quelle umanitarie sono solo un corollario, una variabile dipendente.

Segno quanto mai inequivocabile che la Germania non ha non solo la statura morale, ma neanche le capacità per governare l’Europea. Finché non ci sarà qualche rivoluzione a Bruxelles il meglio che l’Europa potrà sperare sarà di accodarsi ubbidiente al volere degli Stati Uniti, sempre più rassegnati a trattarci come una massa di popoli ricchi, vecchi e viziati.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Zelensky “La guerra può essere fermata solo da chi l’ha iniziata”

Articolo successivo

Triplete Inter a San Siro, ko la Roma di Mourinho

0  0,00