Mascherine e Omicron. La guerra tra virologi

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di Erika Di Iorio

Omicron e mascherine. L’Italia a due anni dalla comparsa del virus è tutt’altro che fuori dalla pandemia. Infatti l’eterna battaglia delle mascherine e l’insorgere a velocità della luce di nuove varianti Omicron destano preoccupazione e incertezza negli italiani.

Anche se la pandemia sembra mostrare nelle ultime settimane curve in discesa si mantengono numeri ancora alti in termini di casi e decessi.

“La pandemia non è finita” hanno avvertito gli esperti in vista del prossimo autunno.

Non si abbassa la guardia e già ci si prepara in vista dei mesi successivi all’estate a quando la minaccia del virus potrebbe ripresentarsi. Sembra ormai quasi certo che ci sarà un richiamo vaccinale che potrebbe interessare quasi tutta la popolazione.

Nonostante ciò l’obiettivo del governo è arrivare al 1 Maggio e non prevedere più l’uso della mascherina neanche al chiuso. Mascherine si, mascherine no. C’è ancora forte polemica tra i vari virologi.

“Mascherine al chiuso? Non hanno più senso” dice Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia all’Università di Padova.

“I contagi – ha spiegato -si sono stabilizzati a circa 70mila al giorno a livello nazionale. Numeri importanti, che l’uso della mascherina non è più in grado di contenere se non in una percentuale tra il 15% e il 20%, perché la variante Omicron ha un indice di trasmissibilità tra 12 e 15”.

Così le sue valutazioni da esperto pongono fine anche ai tanti timori sulle varianti Xe e Xj.

“E poi – ha sottolineato ancora- non tutti usano questa protezione al chiuso, alcuni la portano male e altri non sempre. Le misure di contenimento servono a poco, bisogna cambiare politica e proteggere i fragili”.

Ma come proteggere i pazienti fragili? “Indossando la mascherina Ffp2 – secondo Crisanti – in tutti i luoghi al chiuso ed evitare di andare in situazioni di potenziale pericolo. Al momento non vedo altra strada, visto che la nuova variante buca completamente il vaccino ed è in grado di infettare anche persone immunizzate”.

Nonostante l’insorgenza delle nuove varianti e le sue valutazioni da esperto sull’uso della mascherina, il microbiologo dice sì alle mascherine al chiuso per i fragili.

Ma gli altri virologi cosa dicono? “La variante covid Omicron è incontenibile. Troppo contagiosa per fermarla con obblighi vari” ha scritto su Twitter Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

“Le mascherine Ffp2 sono un fallimento contro Omicron – ha continuato- è un errore fuorviante credere che ci proteggano da Omicron, se fosse vero non saremmo arrivati a quasi 100mila contagi al giorno”.

Antonella Viola, immunologa dell’università di Padova e direttrice scientifica dell’Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza  si è detta contraria, al momento, alla rimozione della mascherina nei luoghi chiusi, “perché ad oggi è l’unica difesa che noi ancora possiamo utilizzare» contro Covid-19. Giusta la quarta dose solo alle persone più fragili. Per tutti gli altri è importante proteggersi attraverso l’uso della mascherina” ha chiarito.

Sono queste le posizioni contrastanti tra i virologi. Arrivati a questo punto, è prematuro fare previsioni sulle nuove varianti che stanno nascendo? Le mascherine “non servono più” o“ servono a poco”? Soprattutto se si specifica che hanno un effetto sui contagi del 15-20%?

Nel governo il dibattito è già aperto, con un occhio all’andamento delle curve di contagi e ospedalizzazioni ma anche con la consapevolezza che l’addio definitivo alle mascherine è tappa imprescindibile per il ritorno alla normalità annunciato dal presidente del consiglio Mario Draghi nelle scorse settimane.

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