Torna Grillo anti militarista e anti Nato e i 5s (non) vanno alla guerra

mercoledì, 27 Aprile 2022
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Beppe Grillo torna in campo e detta la linea al Movimento sulla guerra in Ucraina; una linea pacifista, chiaramente anti Nato e soprattutto contraria all’invio di altre armi a Kiev. 

Sul suo blog ha infatti pubblicato un post intitolato: “La guerra non è più una scelta”. Il garante pentastellato richiama l’esperienza del Costa Rica e ricorda: “Nel 1948 José Figueres, presidente del Costa Rica, smantellò l’esercito. I fondi per la difesa furono assegnati all’istruzione e alla sanità. Le banche, le assicurazioni, tutti i servizi di pubblica utilità e le ferrovie furono statalizzati. A partire da quel momento, si registra la rinascita del Paese: Furono introdotti una tassa sulla ricchezza e un sistema di sicurezza sociale. Fu concesso il diritto di voto alle donne e agli immigrati dai Caraibi. Ma non fu un cammino semplice”.

Poi aggiunge: “Gli Stati Uniti cercarono di cacciare Figueres nel 1950 e tentarono per due volte di assassinarlo. Una disputa vecchia di cent’anni col Nicaragua per lo sfruttamento del fiume San Juan s’infiammò nel 1998, ma fu sedata dopo due anni di pazienti negoziati senza ricorrere alle armi. E, cosa significativa, il Costa Rica è l’unico Stato della regione a non essere stato invaso o usato come base dagli Stati Uniti. Ora il Paese è democratico, relativamente ricco e regolarmente nelle prime 50 posizioni dell’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite. La gente istruita lo rende una nazione attraente per gli investimenti”. E ancora: “I costaricani hanno coltivato uno spirito di civiltà, antitetico alla militarizzazione e alla violenza, capace di trovare soluzioni pacifiche ai conflitti e rispettose dei diritti altrui. In assenza di armi per mezzo delle quali imporre un’idea, l’unica arma che resta è la ragione. Oggi le persone come me (a parlare è l’ex presidente del Costa Rica, ndr) sono pienamente convinte del fatto che uno Stato che organizza un esercito diventa aguzzino di se stesso”.

Appare evidente come l’intervento di Grillo sia chiaramente rivolto contro gli Stati Uniti e rispecchi chiaramente la posizione di chi ritiene che la guerra in Ucraina non sia il frutto dell’aggressione di Putin ma dei tentativi americani di accerchiare la Russia, di fatto circondandola con l’espansionismo Nato. E c’è quasi un invito a ribellarsi al militarismo statunitense che oggi è quello che sta di fatto armando l’Ucraina. Insomma per Grillo, i cattivi sono sempre gli americani.

Una posizione quella di Grillo che va ad inserirsi nel dibattito in corso in Parlamento sull’invio di altre armi in Ucraina, con il Movimento 5Stelle pronto a dire di No. Il leader nazionale Giuseppe Conte è stato categorico: “Il M5S si oppone all’invio di aiuti militari e a controffensive che esulino dal perimetro del legittimo esercizio del diritto di difesa di cui all’articolo 51 della Carta dell’Onu“. E’ questa la posizione ribadita nel corso del Consiglio nazionale dove si è discusso del decreto che il governo è deciso a presentare per aumentare gli armamenti da inviare a Kiev.

L’ex premier, ha chiesto al presidente Draghi e al ministro della Difesa Lorenzo Guerini “di riferire in Parlamento in modo che ci sia piena condivisione dell’indirizzo politico e possibilità di conoscere gli interventi programmatici del governo”.

Conte ha poi ribadito: “Non vogliamo favorire un’escalation militare ma vogliamo anzi che l’Italia sia protagonista di negoziati diplomatici che portino ad una soluzione politica giusta ed equilibrata. Cercheremo di ottenere una piena condivisione delle nostre preoccupazioni con le altre forze politiche”.

Poi però, per non incorrere nell’accusa di essere filo Putin e anti Nato i 5Stelle hanno anche deliberato all’unanimità “di confermare la piena e risoluta condanna dell’aggressione militare della Russia all’Ucraina, perché contraria ai più elementari principi di diritto internazionale, non provocata e non giustificata; di esprimere profonda indignazione per i ripetuti attacchi arrecati dalle forze militari russe alla popolazione e alle infrastrutture civili che contrastano con il diritto internazionale umanitario e configurano crimini di guerra; di confermare la necessità di mantenere un incisivo piano di sanzioni per dissuadere la Russia dal proseguire nell’invasione e, se del caso, di incrementare il livello sanzionatorio con misure ancora più severe”.

Insomma, una posizione che sembra voler salvare capra e cavoli, ovvero le spinte anti militariste e anti Nato dei grillini duri e puri, ora rinvigoriti anche dal post di Grillo, e la diplomazia del ministro degli Esteri Di Maio che si trova paradossalmente ad incarnare la linea governista. Crisi nella maggioranza non ci saranno, ma è però chiaro come non tutti all’interno di essa sono pronti a “morire per Zelensky”. Del resto che dentro il M5S il presidente ucraino non avesse grandi estimatori lo si era scoperto con la divulgazione dei messaggi delle chat private dei parlamentari, questa alla fine è soltanto un’altra dimostrazione.

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