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Bill Gates, parla Tarro: “Perché non credo alle sue previsioni”

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Bill Gates, il miliardario e filantropo fondatore di Microsoft torna a lanciare l’allarme sul rischio di una nuova pandemia. Nel libro ‘How To Prevent the Next Pandemic’, Gates invita a migliorare la cooperazione fra i Paesi per evitare la prossima pandemia: “Siamo ancora a rischio di una variante, più trasmissibile e più mortale. Non è probabile ma c’è un 5% di rischio che non abbiamo visto ancora il peggio”. Gates teorizza una squadra di esperti, la Global Epidemic Response and Mobilization Initiative, gestita direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e in grado di prevenire nuove pandemie. Ma quanto è concreto questo rischio? Lo abbiamo chiesto al medico Giulio Tarro primario emerito dell’Ospedale Cotugno di Napoli, allievo di Albert Sabin, inventore del vaccino contro la poliomielite, e proclamato miglior virologo dell’anno nel 2018 dall’Associazione internazionale dei migliori professionisti del mondo.

Professore, ha sentito la previsione di Bill Gates? Che ne pensa?

“Si tratta di un personaggio che non ha nulla a che fare con la scienza, è soltanto un soggetto commerciale come del resto quelli che si riuniscono a Davos, dove parlano di sanità senza a mio giudizio averne le competenze. In compenso però dettato l’agenda politica ed economica ai vari Paesi secondo una loro visione del mondo assolutamente discutibile. Del resto è proprio in questi ambienti che hanno deciso di avviare la vaccinazione di massa sulle persone, con l’Italia che ha acquistato vaccini in quantità eccessive, rimasti poi inutilizzati, quindi donati all’Africa che non ne aveva neanche bisogno”.

Bill Gates dice che bisogna correre ai ripari in tempo perché la variante che potrebbe arrivare sarebbe molto più letale e contagiosa di quelle finora conosciute. Insiste nel dire che è necessario fare prevenzione. Condivide?

“Bill Gates può avere tutti i soldi che vuole, ma resta il fatto che non può imporre i suoi progetti agli altri tre quarti del mondo. Può avere voce in capitolo per una parte, ma non per tutti gli Stati, per la Cina, per l’India, per il blocco asiatico dell’ex Unione Sovietica. Ora va detto che è assolutamente naturale che un virus possa ripresentarsi anche sotto forma di sindrome respiratoria acuta, ma allora se dobbiamo stare sempre in allerta come sostiene lui, tanto vale seguire e applicare il modello cinese, ovvero blindare fino all’ultimo paziente, circoscrivere e isolare tutti i focolai, imporre lockdown mirati e chiudere le frontiere, visto che tanto con i vaccini è dimostrato che non si riducono i contagi. I cinesi con il Covid hanno agito così e quando noi eravamo chiusi in casa nella primavera del 2020 loro già avevano riaperto tutto”.

Ma quindi esiste o no la possibilità che possa arrivare una variante peggiore?

“Il rischio c’è sempre, ma bisogna poi capire se si tratta di un virus naturale oppure indotto. Perché non dimentichiamo che adesso c’è pure una guerra in corso e da questo punto di vista non starei troppo tranquillo. Alle Nazioni Unite è stata fatta già una presentazione dettagliata dei laboratori che in Ucraina sarebbero adibiti alla produzione di armi batteriologiche. Non è un caso se da giorni stiamo seguendo con preoccupazione ciò che accade sotto le acciaierie di Mariupol”.

Bill Gates sostiene inoltre che l’Organizzazione mondiale della Sanità si è fatta trovare impreparata rispetto al Covid, ma al tempo stesso ritiene che non si possa prescindere da questa per combattere le pandemie. Quindi chiede che i Paesi investano di più sull’Oms e che al suo interno sia istituita una task force di esperti adibita proprio a prevenire e contrastare le future pandemie. E’ d’accordo?

“Mi pare che Gates sia diventato oggi il principale sponsor dell’Oms, quindi non mi sorprendono queste dichiarazioni. Evidentemente non è ancora soddisfatto e forse cerca in qualche modo di ampliare la sua sfera di influenza. E’ certamente vero che l’Oms non ha brillato per certe decisioni che ha adottato in campo globale. Pensiamo su tutti alle mascherine; prima ci hanno detto che non servivano, poi che era raccomandato indossarle, poi ce le hanno imposte anche all’aria aperta. E noi italiani siamo quelli che hanno fatto più da cavie, al punto che oggi siamo gli unici ad indossarle ancora”.

A proposito di mascherine, come giudica il fatto che tanti italiani continuino ad indossarle pur non essendo più obbligatorie dal primo maggio?

“Perché ormai ci hanno condizionati psicologicamente, al punto che la scorsa estate trovavamo gente con le mascherine persino sulla spiaggia in piena estate quando tutti sanno che il sole è il migliore anti virale al mondo. Bastano pochi minuti di esposizione ai raggi ultravioletti e il virus è morto. E questo trascurando invece i rischi che l’utilizzo prolungato delle mascherine possono comportare. Sono spuntate anche nuove patologie come le micosi polmonari, che pur rare da tempo sono aumentate. Ora mi chiedo che senso abbia continuare a portare la mascherina e perché si debba comunque a raccomandarla, dicendo alle persone che è preferibile averla. Mi viene il sospetto che se ne sono prodotte talmente tante che ora si ha paura di non venderle. Altrimenti non capisco. Non ricorda che ad un certo punto si erano messi tutti a fabbricare mascherine”.

Lei cosa prevede per il prossimo autunno? 

“Temo torneranno alla carica imponendoci nuovi richiami, nonostante in Israele siano state già sospese le quarti dosi, dopo che si è scoperto che non servivano a fermare i contagi e in più sono spuntate possibili correlazioni con l’insorgere di casi di immunodeficienza. Ricordiamo sempre che si tratta di vaccini sperimentali che andrebbero utilizzati esclusivamente in casi di emergenza. Ma non ho più molta fiducia in questo governo sinceramente”.

Nel governo Draghi?

“Assolutamente. Diciamo che era partito molto bene dopo i disastri compiuti dal governo Conte, gestendo le vaccinazioni in maniera scientifica e dando la precedenza ai soggetti fragili come era logico che fosse. Poi però ha preso una piega sbagliata, soprattutto imponendo la vaccinazione di massa persino ai ragazzi con il ricorso a strumenti coercitivi come il green pass e addirittura trattando chi non si voleva vaccinare come appestati. Per giunta facendo credere che con i vaccini il Covid sarebbe scomparso, quando invece abbiamo avuto la prova che ci si è continuati a contagiare come prima”.

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