Bologna ritrova Mihajlovic “Stavolta più pesante, a Venezia ci sarò”

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"Ritrovare il campo è stato bellissimo" dice il tecnico rossoblù BOLOGNA (ITALPRESS) – E' un Sinisa Mihajlovic ancora provato quello che torna dopo sei settimana passate all'ospedale Sant'Orsola per prevenire il ritorno della leucemia. Ma dopo due giorni sul campo con i suoi ragazzi è sempre più voglioso di riprendersi il suo posto da condottiero del Bologna: "Mi siete mancati? Sì, siete un male necessario – dice scherzando alla vigilia di Venezia-Bologna -. Ritornare alla normalità è importante e domani sarò a Venezia. Da quando sono stato ricoverato il sogno era ritornare in panchina. Dopo un mese essere tornato in campo è stato bellissimo. La salute ti fa godere la vita ma la malattia te ne fa comprendere il significato. Bisogna vivere minuto per minuto e non dare nulla per scontato. Stavolta è stato più pesante mentalmente perché col Covid ci sono regole stringenti, di fatto ho visto solo mia moglie per un paio di ore. Colgo l'occasione per ringraziare tutto il Bologna e i medici che mi hanno curato". Ha voglia di parlare di calcio Mihajlovic e il suo Bologna gli ha dato soddisfazioni non di poco conto: non ha mai perso e ha vinto contro l'Inter. "Mi hanno dato il premio di allenatore di aprile per la coesione tra tecnico e gruppo di lavoro ed è vero. Non era scontato fare bene, i ragazzi e lo staff hanno fatto un grande lavoro dimostrando che nelle difficoltà ci sono sempre. Sono dovuto andare in ospedale per ottenere risultati – ride nuovamente -. Mancano tre partite e siamo ancora i corsa per i nostri obiettivi. Il merito è di staff e calciatori. Mi piacerebbe finire bene la stagione per convincere anche gli scettici. Ci sono stati momenti difficili tra infortuni e Covid, ma tutti hanno avuto un grande equilibrio e ora possiamo toglierci delle soddisfazioni. Non a caso abbiamo fatto 27 punti all'andata. Cosa mi è piaciuto di più della squadra? Che si è sbloccata, che è libera di mente, gioca e si diverte, rispetto a qualche mese fa c'è molta più fiducia e si percepisce maggiore serenità. Così le giocate vengono naturali e non forzate. Giochiamo a viso aperto, rischiando ma con coraggio. Guardando dall'ospedale alcune cose le capisci ma da vicino vedi che la palla canta". Secondo Mihajlovic la partita "più importante è stata quella con l'Inter. Dicevano che era scontata, i ricorsi, le polemiche. Io ai ragazzi ho detto 'non la vinceranno mai'. Nessuno deve dubitare della nostra professionalità. Tutti avevano messo tre punti per loro e a me rodeva. Io amo l'Inter ma mi sono tolto una soddisfazione. Non ci dormivo di notte per questa partita e ho cercato di trasmettere alla squadra tutta la mia rabbia positiva". Domani, però, si gioca al Penzo contro un Venezia alla disperata ricerca di punti salvezza e con 2200 tifosi rossoblù al seguito per salutare il Bologna e Mihajlovic: "La partita sarà molto difficile, loro vengono da 10 sconfitte in fila e giocano in casa. Sarà match di orgoglio. Vorranno portare a casa un risultato a ogni costo, sono disperati. Ci siamo stati anche noi tre anni fa nella disperazione, dovremo essere equilibrati e sereni. Non dovremo cadere nel nervosismo, penseremo a noi stessi e alla nostra qualità. Ci saranno tanti nostri tifosi e vogliamo riscattare la partita dell'andata". Mettere da parte questi giorni di ricovero non è facile. "Ti dai obiettivi giorno per giorno, piccole vittorie che ti danno morale e devi sfruttare bene il tempo a disposizione visto che sei chiuso in una stanza. Poi ci sono le distrazioni che aiutano a sopportare meglio la situazione. Il calcio, la nipotina, ma tutto parte dalla testa non mollando mai". – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). mf/ari/red 07-Mag-22 13:20

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