Finlandia nella Nato, la miccia che può accendere la guerra nucleare

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Tutti a parole dicono di voler scongiurare una guerra nucleare che sarebbe catastrofica per l’intera Europa e per il mondo, ma poi tassello dopo tassello si ha come l’impressione che si stiano preparando le condizioni perchè la terza guerra mondiale abbia inizio. Si sta facendo di tutto per provocare la scintilla e dar fuoco alle polveri.

Appare evidente che da parte della Nato non c’è alcuna intenzione di favorire un negoziato fra Russia e Ucraina, come non c’è stato prima alcun tentativo di scongiurare il conflitto; anzi, ormai è evidente che si è fatto di tutto per provocare la reazione di Putin in modo tale da presentarlo poi agli occhi del mondo come il pazzo, l’aggressore, il nuovo Hitler che vuole sottomettere mezza Europa e che quindi va fermato.

Nei giorni scorsi, dopo che dall’Ucraina era stato riaperto un dialogo con la Russia, dalla Nato si sono affrettati a dichiarare che mai e poi mai sarà consentito a Mosca di annettere la Crimea che Kiev invece sarebbe disponibile a concedere. Un intervento, quello del segretario generale dell’Alleanza Atlantica, che è suonato come un altolà a Zelensky che infatti ha fatto subito retromarcia affrettandosi a precisare di non aver mai detto di voler cedere la Crimea ai russi.

Poca cosa però rispetto alla scintilla che rischia di far esplodere tutto e che è stata accesa ieri con l’annuncio dell’ormai imminente adesione della Finlandia alla Nato. Un annuncio che naturalmente non può che rappresentare ulteriore benzina utile soltanto ad alimentare il fuoco della guerra. La Finlandia infatti si è sempre dichiarata neutrale rispetto a Russia e Occidente, anche se poi di fatto ha cooperato con la Nato pur senza esserne membro. Una Stato cuscinetto quindi che adesso ha scelto di schierarsi.

L’adesione della Finlandia, e successivamente della Svezia, non farà che allargare il perimetro della Nato avvicinandolo sempre più pericolosamente verso Mosca. E questo nonostante da parte della Russia non vi siano mai state minacce nei confronti dei due paesi, a tal punto da dover proteggersi sotto l’ombrello occidentale.

L’annuncio dell’adesione è arrivato dal presidente finlandese Sauli Niinisto e dalla premier Sanna Marin. Il 70% della popolazione sarebbe oggi a favore dell’adesione al blocco atlantico, come ha riferito il ministro degli Esteri di Helsinki in un’audizione al Parlamento europeo. Certamente l’attacco della Russia all’Ucraina ha contribuito a modificare l’orientamento dell’opinione pubblica finlandese che, al contrario, in passato aveva sempre preferito mantenere la storica neutralità e rapporti di buon vicinato con i russi.

Un annuncio che naturalmente ha provocato immediatamente la reazione di Mosca.  “La Russia sarà costretta a prendere misure di rappresaglia, sia militari-tecniche che di altro tipo, al fine di fermare le minacce che sorgono alla sua sicurezza nazionale – hanno fatto sapere dal ministero degli Esteri russo – Helsinki dovrebbe essere consapevole della responsabilità e delle conseguenze di un tale passo”. Da Mosca fanno inoltre sapere che “tutto dipenderà da come questo processo di espansione si esprimerà in futuro, da quanto lontano si sposterà l’infrastruttura militare e quanto si avvicinerà ai confini con la Russia”. 

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha detto chiaramente che si sta giocando con il fuoco e che è sempre più probabile uno scontro fra Nato e Russia che potrebbe degenerare in una guerra nucleare. Al momento si tratta ancora soltanto di minacce, ma è evidente che con queste mosse la pace si allontanerà sempre di più.

Appare francamente poco convincente il commento arrivato da Helsinki con la rassicurazione che “il confine con la Russia sarà mantenuto pacifico”. Allora perché entrare nella Nato? Per proteggersi in futuro da eventuali aggressioni di Mosca? Ma che tipo di minacce ha avanzato Putin nei confronti dei finlandesi? Nessuna, come sembra del resto anche confermare il ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto: “L’invasione russa dell’Ucraina – ha detto – ha modificato l’ambiente di sicurezza europeo e finlandese, tuttavia la Finlandia non affronta una minaccia militare immediata”. Quindi, perché cercare questa minaccia? Per soddisfare la politica del presidente Biden che, diversamente dal suo predecessore, da quando si è insediato, per riparare evidentemente al disastro dell’Afghanistan, ha puntato sulla guerra alla Russia per riguadagnare popolarità? Tornando a puntare sulla Nato come strumento di pressione internazionale?

Se gli Stati Uniti stanno portando avanti il loro progetto, ossia indebolire la Russia e marcarla stretta sui confini, appare invece sconcertante il comportamento dell’Unione Europea che dovrebbe giocare un ruolo di mediazione e fare il possibile per scongiurare una guerra in casa propria. Invece no, da Bruxelles tutti allineati e coperti alla politica di Biden al punto di rallegrarsi per l’ingresso di due nuovi paesi europei nell’Alleanza Atlantica. Il presidente del Consiglio europeo parla di “passo storico che, una volta compiuto, contribuirà notevolmente alla sicurezza europea”, e di “potente segnale di deterrenza” contro la Russia.

Avete capito bene? Una chiara dichiarazione di ostilità alla Russia e di sudditanza nei confronti degli Stati Uniti. Ma davvero l’Unione Europea è così cieca da non rendersi conto di cosa sta rischiando? Possibile che nessuno voglia davvero mettere fine a questa guerra? Davvero ci si è illusi che per costringere Putin alla resa sia necessario armare l’Ucraina e allargare la potenza militare della Nato spingendola sempre di più in direzione di Mosca?

Ora l’adesione della Finlandia dovrà essere approvata dai parlamenti dei 30 paesi membri della Nato e non è detto che il consenso sarà unanime. La Croazia per esempio si è già detta contraria e potrebbe non essere da sola. Però già il fatto di chiedere l’adesione, consente al Paese di ottenere una protezione dell’Alleanza anche in attesa di un pronunciamento definitivo, e in più la sola firma del protocollo di adesione permette l’accesso al processo consultivo pur senza diritto di voto.

Appare ormai evidente che tutti, tranne papa Francesco, cercano la pace pregando di non trovarla. A questo punto è davvero difficile intravedere spiragli di speranza nello scenario che si va delineando, mentre diventa sempre più concreto il pericolo di una guerra su larga scala. L’unica speranza è che l’Europa si desti e che si renda finalmente conto che non può mettere a repentaglio il proprio futuro per soddisfare gli interessi americani, assumendo una posizione autonoma e trattando con la Russia i termini di una pacifica convivenza ai propri confini. Ma se il buongiorno si vede dal mattino…..

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