Gas tagliato. La prova che Zelensky e Biden vogliono trascinarci nel loro inferno

1 minuto di lettura

“Putin non è invincibile”, parola di Draghi. Ma va? Che scoperta. Nessuno è invincibile. Ne sanno qualcosa nella storia Hitler, Stalin, Mussolini, fino ad arrivare a Biden, con la vergognosa fuga dall’Afghanistan. Nessuna guerra, infatti, è stabilita e decisa in partenza, a priori. Al di là delle motivazioni, giuste o sbagliate, le variabili indipendenti possono essere sempre tante.

Quindi, il nostro premier ha deciso che la Russia non è Davide e l’Ucraina non è Golia. Come a dire, che addirittura Kiev potrebbe vincere la guerra (impostazione ideologica uguale alla Casa Bianca), e umiliare Mosca. E poi ha aggiunto: “Metteremo un tetto al prezzo del gas”. Pia illusione.

Domanda: è questo il ruolo autonomo e strategico europeo che avrebbe dovuto rappresentare in pompa magna e su cui riferire a un parlamento lasciato totalmente ai margini, che aspetta di sapere cosa bolle in pentola?
Un ruolo di prestigio e autorevole (veicolato dai nostri media), sconfessato dalla realtà. E dai fatti. Molti Stati della Ue, apriti cielo e con buona pace di Bruxelles, Italia compresa, hanno accettato di pagare in rubli le commesse di gas; esattamente come vuole Putin, al contrario di come vorrebbe Biden.

Urge allora una seconda domanda: c’è una guerra delle parole, della propaganda e una guerra della verità?
Tutte e tre le cose. Una guerra delle parole: nessuno dice la verità. A partire dai tg e dai panel, ai partiti. Della propaganda: tutto è opinabile, dalla cronaca della guerra, alle dichiarazioni e interpretazioni dei diretti interessati. In quanto alla verità, non esiste.
Inutile formarsi un’opinione obiettiva: o si è dalla parte del bene (Zelensky, gli Usa), o del male (Putin e i pacifisti nostrani).
E come se non bastasse, lo stesso Zelensky ha deciso unilateralmente lo stop al gasdotto, per spingere sulle sanzioni e tagliando l’export di Mosca, accelerando il via libera a una nuova stretta.

Ciò dimostra, in modo inequivocabile, chi vuole veramente continuare la guerra. Il presidente ucraino ha stabilito, nero su bianco, di mettere in crisi le economie europee, solo per obbligarle a schierarsi con lui, evitando posizioni autonome in ordine alle politiche energetiche e alle sanzioni. In soldoni, vuole trascinarci nel suo inferno. Stesso gioco di Biden. Che sta conducendo e gestendo una guerra a costo zero, guadagnandoci sopra, usando i morti della guerra, al solo scopo di liberarsi dello zar.

Peccato per Zelensky che in Italia i flussi sono ancora abbondanti: sono stati stoccati 100milioni di metri cubi. E da Gaszprom ieri sono arrivati 24 milioni di metri cubi in meno di quanto previsto.
Forse il pragmatismo sulle fonti energetiche riuscirà, per meri interessi e non per fedeltà a valori che l’Occidente ha perso e tradito, l’Europa si ritaglierà un futuro equidistante da Mosca e da Kiev?
Speriamo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Miami in finale a Est, Dallas porta Phoenix a gara 7

0  0,00