Calcio: Deulofeu “Oltre al talento serve il sacrificio, felice a Udine”

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"Cioffi è destinato a diventare un campione di allenatore", dice lo spagnolo UDINE (ITALPRESS) – "Sto bene, mi è passato il nervoso per sabato". Gerard Deulofeu, ospite a Udinese Tonight, torna sulla sconfitta interna con lo Spezia nella penultima giornata di campionato: "Ancora mi dispiace un po', ma dobbiamo dare valore a dove eravamo e dove siamo ora, prenderne atto e ringraziare i tifosi", dice lo spagnolo che poi spiega perché ha giocato con 16 punti di sutura. "Ho avuto un incidente mercoledì e ho sofferto tanto – rivela – Non lo dico per farmi compatire, ma voglio che i tifosi sappiano che mi sforzo per aiutare la squadra sempre e comunque". La qualità di Deulofeu non è un segreto, la personalità che ha messo in mostra in questa stagione è stata una preziosa risorsa per i fiurlani. "Questo è un gioco di squadra, non individualista. Sta a noi giocatori con più esperienza creare la giusta mentalità, insieme all'allenatore", dice l'ex Milan che non ha vissuto stagioni facili con due operazioni al ginocchio: "Ho avuto un periodo in cui non ho reso al massimo e ho pensato alla squadra, a ciò che allenatore e compagni si aspettano da me. Da gennaio sono cresciuto, capisco meglio le cose. Prima giocavo esterno, ero molto abile e in condizione ma non capivo il gioco. Adesso mi trovo immerso al suo interno, so dove devo essere e ho trovato i gol questa stagione, che mi mancavano l'anno scorso", spiega Deulofeu che adesso si sente "più forte rispetto a come ero prima dell'infortunio. Perché adesso capisco il calcio". Lo spagnolo adesso ha un ruolo di primo piano in un'Udinese che ha perso De Paul rispetto alla scorsa stagione. "Rodrigo è un campione – lo definisce lo spagnolo – Ho avuto la sfortuna lo scorso anno di essere infortunato e non poter giocare con lui, ma la fortuna di sapere il valore che ha la maglia numero 10 dell'Udinese. So che la 10 dal primo minuto andava meritata con la testa e con i piedi. Arrivo sempre prima di tutti, i ragazzi mi vedono. Sono il primo a spronare e incitare i compagni. Questo fa il bene della squadra. Al giorno d'oggi nel calcio non serve solo il talento, deve andare insieme al sacrificio. Non c'è casualità se dopo due infortuni ho potuto vivere questa stagione. Ci sono stati tanto pensiero e lavoro in questi due anni". Ambizioso, ma anche pronto a valutare altri aspetti oltre che quelli prettamente calcistici. "Voglio essere il miglior giocatore ogni settimana e in tutte le stagioni. Voglio essere in una top, ma ci sono dei percorsi da seguire, a me mancava fare un periodo così a Udine. Sono molto felice e voglio onorare questa stagione. Non posso dire niente perché ho detto al mio agente di non dirmi niente. Da quando hanno iniziato a dire qualcosa di mercato, per mettere a fuoco squadra e stagione ho chiesto di fare così. Se si farà, si farà". Assicura che "si trova bene nella città friulana" e ammette che non gli dispiacerebbe "poter andare avanti con questa squadra. Lo dico perché c'è entusiasmo tra i tifosi, ci sono giocatori giovani che possono migliorare e si può fare un'Udinese molto buona. Ho la fortuna di sapere di essere felice. C'è chi vuole fare il passo più lungo della gamba tra i giovani e poi non regge. Bisogna fare il proprio percorso. Io qui ho due anni di contratto e sono veramente contento". C'è un numero che piace a Deulofeu e che lo riguarda: ben 78 le situazioni offensive create, il migliore in questa Serie A (il secondo è Calhanoglu a quota 68). "A me piacciono tanto le statistiche – sorride lo spagnolo – ma questa mi piace particolarmente perché vuol dire che sono un giocatore verticale, che va e manda in porta i compagni. È vero, qualche volta sono egoista, un centravanti deve esserlo, ma questa statistica significa che gioco di squadra. Mi piace vedere che abbiamo creato tante occasioni". Tra i segreti di Deulofeu una vita più che sana. "Da giovane non riuscivo a giocare 60 minuti, ora invece posso superare i 90'. Questo te lo dà l'esperienza, il mangiare, poi sono malato per la salute. Dormo in un letto che riduce l'età biologica. E poi ho tante macchine per il recupero. Credo che da lunedì a sabato devi essere in casa a prepararti. Questo vuol dire mangiare bene, dormire bene e stare in famiglia". Sulla possibilità di essere convocato con le Furie Rosse, nell'anno del Mondiale, lo spagnolo dice: "È chiaro che ci pensi perché per me andare in Nazionale sarebbe il massimo. Giocare per la tua nazione è incredibile, ho avuto la fortuna di giocare quattro partite e segnare contro la Francia. È stato un periodo incredibile. Ma so perfettamente che è molto difficile, perché ci sono dei giocatori giovani incredibili in Spagna. Ma non dico niente, faccio il mio percorso qui e nel caso sarò pronto per giocare". Ultimo impegno di campionato contro la Salernitana che si gioca la salvezza, ma l'Udinese ha le sue motivazioni. "La sconfitta dell'andata ce l'ho in testa, non dimentico di come abbiamo perso all'ultimo minuto in casa e al dispiacere dei tifosi. Tutti pensavano a festeggiare con la famiglia e non gli abbiamo dato quella vittoria. Siamo concentrati per andare a vincere a Salerno", assicura l'attaccante che conclude parlando di mister Cioffi: "Con lui ho un bel rapporto. Quando mi cambia no – ride -. Cioffi è un futuro campione di allenatore. Non se ne trovano tanti che motivano in questo modo la squadra, devi nascere così. Un allenatore senza carattere e mentalità non può trasmetterti la sua grinta. Tutti possiamo migliorare, anche lui è ai suoi inizi, ma credo ci aspetti un bel futuro con lui". – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). ari/com 17-Mag-22 14:31

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