Calcio: Ribery “Salerno mi ricorda Francia, in futuro vorrei allenare”

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"Non vado più veloce come quando ero giovane ma la mentalità resta" SALERNO (ITALPRESS) – "Dopo 20 anni di carriera qualche acciacco si sente. Ho corso tanto, ho viaggiato tanto, ho giocato tante partite. Ma la fame, la mentalità e la passione rimangono: quelle o ce le hai o non ce le hai. È vero che oggi non vado più veloce come quando ero giovane. Però la mentalità resta". A 39 anni suonati Franck Ribery non ha voglia di smettere. E dopo aver vinto tutto sogna un'altra grande impresa, la salvezza della Salernitana. Il suo arrivo la scorsa estate ha infiammato la città e l'ex giocatore di Bayern e Fiorentina si è subito sentito a suo agio. "È una bella città, qui si vive per il calcio – racconta a 'Linea Diletta' su Dazn – Prima di venire qua ho cercato informazioni sulla Salernitana e su Salerno perché non ne sapevo molto. Poi, quando sono arrivato, il calore della gente mi ha ricordato la Francia. Anche da noi le persone vivono per il calcio, vivono per la loro passione. E anch'io sono così e per questo motivo sono venuto qua. Anche se ho vinto tutto nella mia vita e ho 39 anni, mi sento ancora un bambino: mi piace il calcio e vivo per quello". L'Arechi, poi "è un po' speciale. Non è uno stadio troppo grande, ma si fa sentire: ti dà qualcosa di diverso rispetto a tanti grandi stadi che ho conosciuto nella mia carriera". "I tifosi sono vicini ai giocatori, si fanno sentire dal primo all'ultimo minuto – continua Ribery – Io faccio sempre il massimo per loro: fanno tanti sacrifici ogni settimana, portano la famiglia e i bambini allo stadio. Loro vivono per il calcio, anche io. Ho sentito fin da subito il calore della gente di Salerno, fin da quando sono arrivato". In allenamento, poi, è prodigo di consigli per i più giovani. E fra i giovani che ha avuto modo di osservare da vicino c'è Vlahovic, suo compagno di squadra in viola: "Ha la mentalità giusta, è uno che lavora duro. Nel 2006, quando ho giocato con grandi campioni in Nazionale, giocavo con giocatori di 10 anni più grandi come Zidane e Thuram. Ho fatto un po' il furbo e ho osservato come si comportavano, perché erano grandi campioni". Detto che "è un peccato vedere la Coppa del Mondo senza l'Italia ma bisogna sempre guardare avanti, l'Italia è l'Italia, rimane una grande nazionale e rimane un grande Paese", Ribery ammette che "mi piacerebbe fare l'allenatore un giorno. Per ora non ci penso ancora perché voglio giocare, mi sento bene. Non so ancora cosa farò il prossimo anno, ma finché potrò dare qualcosa ai tifosi continuerò a giocare. Però il ruolo dell'allenatore mi piace, amo stare vicino ai giocatori come ho fatto un po' negli ultimi 5-6 anni, soprattutto qui alla Salernitana ma anche a Firenze". – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). glb/red 18-Mag-22 11:27

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