Calcio: Ancelotti “5^ finale Champions? Mi sono adattato ai cambiamenti”

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Manchester 2003, Parigi 2022. Cinque finali di Champions in 19 anni. Carlo Ancelotti è come il buon vino, più invecchia e più diventa buono. Un'eccezione però nel mondo degli allenatori: non sono molti a poter vantare una tale longevità corredata da successi. "La mia quinta finale? Ci ho pensato, sono passati tanti anni dalla prima volta – confessa Ancelotti in un'intervista a Uefa.com – Il calcio è cambiato e sono riuscito ad adattarmi ai cambiamenti. Dalla prima finale del 2003 a oggi ci sono stati molti miglioramenti. Il calcio è sempre uno spettacolo interessante e io mi adatto perché ho una grande passione per questo sport. Cosa si prova a vincere la Champions? Senti di aver vinto la competizione più importante, di aver fatto bene il tuo lavoro. Se è diverso vincerla da allenatore e da giocatore? Beh, si. I sentimenti e le emozioni sono diversi: sono più forti quando vinci da allenatore. Da giocatore fai parte di un gruppo vincente, ma da allenatore hai più responsabilità". A Parigi ci sarà da sfidare il Liverpool, per Ancelotti ormai una vecchia conoscenza. "In Champions ci siamo affrontati tante volte. La prima fu nel 1984 in finale a Roma, ma non ho giocato perché ero infortunato. Poi nel 2005 e nel 2007 – il riferimento alle due finali col Milan – poi la rivalità si è accentuata quando ho lavorato all'Everton". "Il Liverpool è una grande squadra, difficile da affrontare. Gioca ad altissimo livello, con grande fisicità, ma è un piacere trovarlo in finale", assicura Ancelotti, che nel 2005 a Istanbul perse la Champions più rocambolesca di sempre, col Milan avanti 3-0 e poi battuto ai rigori. "Quella del 2005 è stata la migliore squadra che abbia mai avuto in finale. Purtroppo nel calcio c'è un'imprevedibilità che non puoi controllare – ammette – È difficile da spiegare. È difficile spiegare come abbiamo fatto a segnare due gol in un minuto al 90' contro il Manchester City. Sono cose che succedono e devi accettarle, senza pensarci troppo. Il calcio offre sempre una possibilità di riscatto, che è arrivata due anni dopo". E il riscatto lo cerca anche il Liverpool, battuto in finale proprio dal Real quattro anni fa a Kiev. "Ma anche il Real Madrid cerca vendetta, perché ha perso una finale contro il Liverpool – il riferimento alla sfida di Parigi del 1981 – Non penso che significhi molto. Si affrontano due grandi squadre e alla fine vincerà quella con più coraggio e personalità. Come ho detto, il Liverpool ha molta qualità, gioca ad alta intensità ed è ben organizzato. È una delle squadre più forti". Ancelotti spende belle parole per Klopp ("è un grande allenatore e abbiamo un buon rapporto. Ha portato qualche novità nel calcio, soprattutto intensità e pressing offensivo. Sta facendo un ottimo lavoro") e spiega un altro dei segreti del suo successo, la sintonia che riesce a creare con i suoi calciatori. "Faccio una distinzione tra il giocatore e la persona. Penso che far vedere il tuo vero carattere sia molto importante per avere un rapporto di rispetto con qualcuno. Un giocatore ha la fortuna di giocare a calcio, io ho la fortuna di allenare. Bisogna sempre distinguere tra ciò che si fa e ciò che si è". – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). glb/red 26-Mag-22 10:10

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