Calcio: Allegri “Locatelli e Vlahovic leader, Dybala torni se stesso”

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"La Juve non era inferiore alle prime tre, ma qualcosa non ha funzionato", dice il tecnico bianconero TORINO (ITALPRESS) – Andrea Barzagli lo avrebbe voluto ancora in rosa piuttosto che rispondere alle sue domande per contro di Dazn. Dall'intervista disponibile da oggi, però, emerge l'ottimo rapporto che Massimiliano Allegri continua ad avere con l'ex difensore della Juventus e della Nazionale. Il tecnico si racconta e, tra aneddoti e curiosità, rimpianti e gioie, passato e futuro, dà "la sua versione" dei fatti di questa stagione di Serie A che per i bianconeri non è stata per nulla semplice. Lo dimostrano anche le zero vittorie ottenute contro le prime tre, ovvero Milan, Inter e Napoli, eppure per Allegri: "No, non erano superiori. Ma se non abbiamo mai vinto, qualcosa è mancato. Quando capitano queste cose, significa che alla squadra manca qualcosa, o sotto l'aspetto caratteriale o sotto l'aspetto della gestione". Lui ha allenato e vinto con Milan e Juventus. "Quando sei in una grande squadra devi vincere. Quindi un metodo lo devi trovare e tutti gli anni non è uguale. Milan e Juventus hanno mentalità diverse, ma entrambe vogliono vincere", spiega Allegri che ricorda il no detto al Real Madrid: "La Juventus era una sfida, insieme alla società e ai tifosi, insieme a tutti, volevo vincere. Volevo tornare insieme alla Juventus a vincere in Italia e fare bene in Europa". Ha vinto in rossonero e in bianconero puntando sul centrocampo: "Con giocatori straordinari, di personalità, di tecnica pazzesca, era un piacere vederli giocare. Locatelli è stato un ottimo acquisto, io credo che un domani potrà essere il capitano della Juventus", dice Allegri che a proposito di leadership dice: "O ce l'hai o difficilmente ti viene a una certa età. In questa squadra, in questo gruppo, Chiellini è stato importante, come anche te – dice a Barzagli -, com'è stato importante anche Buffon, parlo degli italiani, Claudio Marchisio lo stesso. Per il futuro credo ce ne siano due, che sono: De Ligt e Locatelli. Poi, quest'anno è stata una piacevole sorpresa Danilo, che è uno che quando parla non è mai banale e parla sempre mettendo davanti la squadra. Un vero leader è silenzioso, deve parlare poco e deve mettere sempre davanti la squadra. In fin dei conti un leader cosa è? È la squadra che ti riconosce come leader, nello spogliatoio di solito c'è un leader tecnico e un leader carismatico". Detto che quella del prossimo anno potrebbe essere una Juve con "due esterni, potremmo vederla così", Allegri parla anche di Dusan Vlahovic e Paulo Dybala. "Vlaovic può essere un leader a modo suo, ha un carattere leale, vuole sempre vincere, lui più che con le parole, secondo me diventerà un leader carismatico in campo a livello caratteriale", spiega il tecnico della Juventus che nella prossima stagione non avrà più Paulo Dybala. "Credo che lui debba tornare a essere se stesso, c'è stato un momento in cui si è fatto trascinare dal fatto che era il nuovo Messi. Credo che ognuno debba essere se stesso, un giocatore non può copiare o emulare o pensare di essere come un altro. Io credo che lui abbia ancora tanto da dare, perchè ha delle qualità tecniche straordinarie, gioca a pallone in modo divino. Deve però tornare a concentrarsi sulle sue qualità tecniche e fisiche". E a proposito di Messi, è proprio l'argentino che avrebbe voluto allenare. "L'unico che mi è mancato allenare. Ho allenato anche Ronaldo. Tutti gli altri li ho allenati da Ibrahimovic, Ronaldinho, Robinho, Cassano, Sedorf, Pirlo, Buffon. Gigi un fuoriclasse assoluto". Le partite che rigiocherebbe sono due: "Le due finali Champions. A Cardiff non ci siamo arrivati in ascesa, con l'infortunio di Pjanic per esempio. Eravamo un po' in discesa perchè avevamo fatto tutto in quattro mesi, eravamo arrivati da favoriti". "Il Real – prosegue – arrivava invece in ascesa, nel secondo tempo quando hanno capito che noi eravamo 'morti', noi abbiamo pagato, loro erano forti, veramente forti. E come dice sempre il buon Messina, allenatore di basket, 'le grandi sfide, si vincono con le grandi difese'. Quando giochi una finale, dove le squadre hanno entrambe le qualità, chi difende meglio vince". – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). ari/com 31-Mag-22 12:48

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