Super Mario come il Divo Andreotti? Dopo averlo visto a Bruxelles parrebbe di sì

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Mario Draghi come Giulio Andreotti? Rasserenatevi, non parliamo qui di accuse più o meno strampalate di collusioni con la mafia, e nemmeno di attaccamento alla poltrona, ma di una delle principali qualità che accomunano il banchiere passato alla politica e il politico che più di tutti ha avuto rapporti con i banchieri.
Ci riferiamo alla grande capacità di negoziazione e la tendenza a preferire un approccio realistico più che ideale nel confronto con gli altri leader europei che Super Mario ha mostrato nel recente Consiglio d’Europa dedicato ai temi della guerra e dell’energia.
Consiglio dal quale l’Italia torna avendo ottenuto un risultato che i più pensavano impossibile, ovvero l’assicurazione che l’Europa lavorerà a un tetto sul prezzo del gas, misura finora fortemente osteggiata dai paesi nordici, Germania e Olanda in testa. Amsterdam era contraria perché ospita l’ICE Endex, dove viene gestito lo scambio dei contratti sul gas. In altre parole, per difendere i profitti della sua piazza finanziaria i Paesi Bassi erano disposti a mettere in difficoltà tutta l’Unione. La Germania invece temeva che l’imposizione di un price cap al costo del gas convinca la Russia a tagliare del tutto le forniture all’Europa, lasciando le aziende tedesche senza energia e l’intero paese alle prese con una forte recessione. Contrarietà che sembravano insormontabili, ma che il nostro premier ha saputo superare. In cambio, però, ha fatto delle pesanti concessioni proprio ai tedeschi.
L’Italia ha infatti dato il via libera al un accordo sul petrolio di Mosca che è un vero e proprio regalo alla Germania. Se le forniture dalla Russia che arrivano via mare vengono interrotte immediatamente così non sarà per quelle che viaggiano tramite l’oleodotto Druzhba, che guarda caso rifornisce, oltre all’Ungheria e alla Repubblica Ceca, proprio la Germania. Berlino continuerà a rifornirsi anche da questo canale per tutto il 2022, promettendo (ma si sa quanto valgono le promesse dei tedeschi quando ci sono in gioco i loro interessi) di interrompere gli acquisti entro l’inizio del 2023.
Un’ingiustizia, certo, ripagata dall’accordo per noi utilissimo sul gas. Ecco, di fronte ad accordi del genere non si stupisce quando si sente il figlio di Andreotti che, intervistato dal Giornale, racconta che tra i due vede delle similitudini, soprattutto nella capacità di mediare e di “non volare mai altissimo”.

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