Calcio: Perugia accoglie Castori “Idee contano più dei soldi”

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"Voglio avere gente che ha fame e che vuole affermarsi" PERUGIA (ITALPRESS) – "C'è la contentezza di aver portato qui un tecnico come Castori, visto che la sua esperienza può rivelarsi molto importante. Siamo andati anche sull'uomo, la cui umiltà lo contraddistingue. Infine faccio gli auguri alla società per oggi e per i suoi 109 anni di storia". Il direttore sportivo Marco Giannitti ha introdotto così Fabrizio Castori, nuovo allenatore del Perugia. Il tecnico, dal canto suo, ha "ringraziato tutti per l'accoglienza ricevuta, che già mi mette in condizione di dovermi sdebitare. E' un motivo in più per essere ancora più impegnato. Mi servono giocatori che siano funzionali al mio modo di fare calcio, dal quale non mi posso discostare. Quando il direttore mi ha chiamato già era a conoscenza di questo. La collaborazione è fondamentale: voglio avere gente che ha fame e che vuole affermarsi, non sono importanti i soldi, ma le idee. Sono dei concetti a cui non rinuncio mai. Io ho scalato le categorie da solo. Non mi sento arrivato, ho la stessa passione che avevo quarant'anni fa. Ho l'aggressività e il veleno giusto. Mi piace guardare avanti e pensare di poter fare una stagione importante". Castori ha rivelato che "da ottobre in poi sono venuto spesso a vedere le partite. Ho visto una squadra con dei concetti di gioco vicini al mio pensiero ed in questo modo la strada può essere aperta". "Il direttore ed il presidente sono stati convincenti – prosegue il tecnico – Avere identità di pensiero aiuta molto. Ma quest'anno sarà dura sul serio. Alcune squadre non possono non presentarsi con organici competitivi, ad esempio il Parma che non può sbagliare per due stagioni di fila. Ma ritengo che non bisogna lasciarsi ingannare dai nomi, servirà correre". Castori ha detto che "al Perugia Alvini ha fatto un ottimo lavoro. Il mio pensiero è quello di attaccare la profondità: dico sempre che lo spazio è il nostro miglior giocatore e dobbiamo farlo giocare. Questi concetti li ho notati. Ad esempio il retropassaggio al portiere è una cosa che mi fa incavolare come una bestia. Una volta il pubblico fischiava il retropassaggio; certo, il portiere si può usare, ma bisogna ricordarsi che la porta sta dall'altra parte. Quando ero a Carpi noi eravamo ultimi in questo fondamentale, ma primi per conclusioni verso la porta. Il 'Times' mi ha chiamato 'Il Becchino del Tiki Taka'. Tenere palla serve a poco, bisogna cercare la profondità e correre. Ai ragazzi il giorno del raduno dirò cose essenziali. A fare la differenza saranno i comportamenti, le parole servono a poco". – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). ame/glb/red 09-Giu-22 15:28

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