Orsini all’attacco di Draghi: “Quell’imbroglio nell’incontro con Zelensky”

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Il professor Alessandro Orsini, docente di Sociologia del terrorismo internazionale non ha dubbi: “Draghi sta imbrogliando gli italiani d’accordo con Biden”.

Un concetto che il docente, accusato di essere filo putiniano e praticamente in cima nelle varie “liste di proscrizione” che sono uscite in questi mesi su alcuni organi d’informazione contenenti intellettuali e giornalisti ritenuti amici di Mosca, ha ribadito ieri sera nella puntata di Non è L’Arena condotta da Massimo Giletti su La7.

Sin dall’inizio del conflitto in Ucraina il professor Orsini ha denunciato quella che ritiene essere la falsa narrazione dell’Occidente a proposito delle vere ragioni della guerra, dimostrando come siano stati in realtà gli Stati Uniti e la Nato a provocare per anni la Russia e a causare la sua reazione nei confronti dell’Ucraina. Non è stato il solo a dirlo, ma nonostante ciò è diventato il simbolo dell’intellettuale italiano da detestare in quanto capace di difendere quello che l’Occidente ha ormai identificato come il “nuovo Hitler”. E’ stato attaccato a destra e a manca, con tanto di parlamentari corsi a chiedere il suo oscuramento dai canali televisivi, ad iniziare da quelli del servizio pubblico, adducendo il pretesto che la Rai è pagata con i soldi degli italiani anche se certi politici pseudo liberali se ne ricordano sempre quando fa loro comodo.

Orsini però non si è lasciato intimidire e ha continuato la sua crociata, denunciando le colpe dell’Occidente e smontando quella che definisce la narrazione farlocca sul conflitto ucraino imbastito dal sistema mainstream. A suo giudizio infatti esisterebbe “un evidente scostamento tra quello che sentiamo e quello che succede davvero” e questo perché ci sarebbero dei centri di potere che manipolerebbero l’informazione occidentale. E ieri sera da Giletti è partito all’attacco del premier Draghi.

Ecco le sue parole: “Mario Draghi ha imbrogliato gli italiani”. Perché? Come?: “Io vorrei che il presidente del Consiglio si mettesse nei panni degli italiani – ha spiegato Orsini- in Italia invece c’è una catena di comando molto chiara, con Biden che prende le decisioni, poi c’è Stoltenberg e poi Draghi”.

E fa notare un particolare: “Tutte le volte che Zelensky incontra un fioraio gli chiede armi, soprattutto pesanti ma non ne parliamo con i capi di Stato”. Il riferimento è all’incontro che Draghi ha avuto con il presidente ucraino insieme ad Olaf Scholz, cancelliere della Germania, e ad Emmanuel Macron, presidente della Repubblica francese.

“In quell’occasione il presidente dell’Ucraina non ha chiesto armi – ha aggiunto ancora Orsini – e non lo ha fatto perché si sono messi d’accordo”. E qui sta, secondo il professore, “l’imbroglio” di Draghi che avrebbe chiamato Zelensky chiedendogli di non avanzare la richiesta di altre armi, in considerazione dei problemi che l’argomento solleva nella maggioranza parlamentare che sostiene il governo italiano (è di ieri lo scontro fra il Ministro degli Esteri Luigi di Maio e il M5S che vorrebbe addirittura sfiduciarlo). Almeno fino al prossimo passaggio parlamentare quando, come sempre avvenuto, il premier cercherà di far ingoiare la minestra ai partiti che lo sostengono.

Orsini infine ha spiegato che quella di Draghi è soltanto una tattica per prendere tempo e superare l’eventuale crisi in Parlamento: “Per fare l’imbroglio perfetto cosa deve fare Draghi? Deve esautorare il Parlamento, scavalcarlo” attacca ancora, per poi proseguire: “In altre parole – ha aggiunto – deve mettersi nella condizione perfetta per genuflettersi a Biden. E per fare questo deve fare in modo che il Parlamento non metta bocca sulla conduzione della guerra in Ucraina”. L’obiettivo del premier alla fine, secondo il docente, sarebbe unicamente quello di “fregare gli italiani e trovare un escamotage per inviare armi pesanti ogni volta che gli Usa lo chiedono”.

Accuse pesanti che dimostrerebbero il grado di sottomissione dell’Italia agli Stati Uniti. E che penalizzebbe in primo luogo gli interessi economici italiani. Perché, come spiega sempre Orsini, “più la guerra andrà avanti e più saranno problemi per l’economia italiana”.

Una cosa è certa, Orsini non sembra affatto intimorito dagli attacchi ricevuti, né dall’inserimento nelle liste degli amici di Putin. A Giletti ha poi lanciato una sfida: “Prenda carta e penna, facciamo il calcolo degli esperti di politica internazionale che in Italia parlano bene del governo dicendo che Draghi non sbaglia nulla e di chi fa il contrario” denunciando anche le conseguenze e le intimidazioni cui sarebbero sottoposti quelli che come lui ragionano in modo diverso. Ma questa non è certo una novità, visto che dai tempi della guerra in Iraq è stata sempre dura la vita dei corrispondenti che uscivano dal seminato della narrazione ufficiale. La vera notizia è che c’è chi resiste, nonostante tutto.

 

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