Verona, la roccaforte della destra che sta per essere espugnata

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Flavio Tosi

Fra le città chiamate al ballottaggio domenica per l’elezione del sindaco, un’osservata speciale è senza dubbio Verona.

Qui il centrosinistra rischia il colpaccio, ovvero di espugnare al centrodestra quella che è sempre stata una roccaforte storica. Il candidato del Partito Democratico Damiano Tommasi infatti al primo turno ha prevalso con oltre sette punti di vantaggio sul sindaco uscente di Fratelli d’Italia Federico Sboarina. Colpa delle divisioni nel centrodestra.

Sboarina, candidato della Lega e di FdI ha ottenuto il 32,7% contro il 39,8% di Tommasi. Da considerare però che Flavio Tosi, ex sindaco leghista della città, poi passato a Forza Italia, ha ottenuto il 24%. Se a ciò si aggiunge anche il 3% del candidato del Popolo della Famiglia e di altre liste di destra Alberto Zelger, appare evidente che senza questa frammentazione il centrodestra unito avrebbe potuto vincere senza problemi.

Tosi all’indomani dei risultati del primo turno ha offerto il suo sostegno a Sboarina, ma ha posto come condizione un apparentamento ufficiale che avrebbe di conseguenza comportato un riassetto della maggioranza e dei conseguenti equilibri di giunta. Sboarina ha detto No, accettando l’appoggio ma senza apparentamenti. Una posizione che l’ex sindaco non ha ovviamente accettato, e ora il rischio concreto è che gran parte degli elettori che due settimane fa hanno votato per Tosi domenica vadano al mare.

Sboarina negli ultimi giorni ha incentivato gli inviti agli elettori di centrodestra a votare per lui evitando che la città cada nelle mani della sinistra: “Al primo turno abbiamo giocato in due squadre diverse ma domenica c’è la partita più importante, quella da vincere- ha scritto sulla sua pagina Fb – Mi rivolgo a tutte quelle donne a tutti quegli uomini che al primo turno hanno sostenuto Flavio Tosi con Forza Italia e le altre liste collegate, la stessa area culturale, la grande famiglia del centrodestra. Domenica ci sarà veramente la partita più importante perché sarà quella tra il centrodestra e la sinistra. L’appello che vi faccio è quello, tutti insieme, di andare a votare per fare in modo che la nostra città non svolti a sinistra”.

Un appello che per molti risulterebbe in contraddizione con l’indisponibilità manifestata dal sindaco uscente a discutere con Tosi un apparentamento ufficiale. Questioni personali, antiche ruggini fra i due che ora rischiano di regalare la vittoria al centrosinistra. Certe dichiarazioni di Tosi delle ultime ore non promettono nulla di buono, nel momento stesso in cui sono sembrate dare manforte a Tommasi.

Sboarina ha attaccato l’avversario accusandolo di rifiutare i confronti pubblici con lui e Tosi ha commentato: “Incredibile, Sboarina ora chiede un confronto a Tommasi. È lo stesso Sboarina che al primo turno ha rifiutato ogni dibattito, se non ci fossero state domande e tempi conosciuti prima, una sorta di recita o monologo che dir si voglia, a ogni candidato la sua lezioncina. Com’è quel detto popolare? Il bue che dà del cornuto all’asino…”. Se non è un endorsement al centrosinistra poco ci manca. E non è stato l’unico attacco che l’esponente forzista ha riservato al candidato di FdI.

Insomma, le probabilità che Verona domenica svolti a sinistra sono molto alte, al punto che nei giorni scorsi è intervenuto anche il vescovo Giuseppe Zenti che ha invitato gli elettori a non dare fiducia ai candidati che promuovono l’ideologia gender.  Il prelato non ha detto esplicitamente “votate Sboarina” ma il messaggio che è passato è sostanzialmente quello, se si considera che tre anni fa a Verona, grazie anche al sindaco uscente, si è tenuto il Congresso mondiale della Famiglia che ha scatenato feroci polemiche da parte del mondo Lgbt. E chi c’era in prima linea a contestare l’evento? I partiti che oggi sostengono Tommasi da sempre vicini alle battaglie del mondo gay. Del resto non è la prima volta che il vescovo Zenti scende in campo dando indicazioni di voto. Lo fece anche alle ultime elezioni regionali inviando una lettera agli insegnanti di religione con la quale sollecitava l’appoggio ad alcuni candidati, sempre del centrodestra, che si erano spesi nella difesa dei temi etici e delle scuole cattoliche. Un vescovo che non ha paura di schierarsi. E fa sorridere ascoltare i cori indignati di chi è invece sempre pronto ad applaudire vescovi e preti che, diversamente da Zenti, difendono e vorrebbero benedire le unioni gay.

Se Verona sarà conquistata dal centrosinistra sarà davvero uno smacco grosso per il centrodestra che, numeri alla mano, continua ad avere sulla carta una maggioranza molto larga. E in caso di sconfitta di chi saranno le responsabilità? Di Sboarina che ha rifiutato l’apparentamento con Tosi per ragioni ritenute più personali che politiche, o dell’ex leghista che non avendo ottenuto un’alleanza alla luce del sole e sicuri assessorati ha preferito far vincere Tommasi? Lo sapremo lunedì.

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