Marmolada. Arriva la nuova Santa Inquisizione verde con i suoi sacerdoti

2 minuti di lettura

Quando c’è un’emergenza chi vuole restare un uomo libero, ragionare con la propria testa, rompere le categorie preconfezionate, l’unica cosa intelligente che può fare è denunciare le cause partendo dagli effetti.

Non discettare solo teoricamente sulle cause (il rischio del complottismo), anche se a ragione (si finisce inesorabilmente nell’ideologia), ma inchiodare, collegare le frasi, le dichiarazioni dei potenti, le scelte, le decisioni governative e politiche ai risultati.
In questo modo, aumentano le persone che condividono e non si casca nelle trappole mediatiche del sistema: quel pensiero unico, che viene sempre messo in campo quando bisogna traghettare i popoli verso strade obbligate, ritenute fondamentali per la società (o per la casta?).
E cioè, lo schema “bene-male”, “buoni-cattivi”, la personalizzazione, categorizzazione del nemico (che conduce all’emarginazione culturale e poi sociale), e la neo-lingua che indora, edulcora, disinfetta, posizioni altrimenti indigeste.

L’errore da non compiere è costruire un contro-pensiero unico uguale e contrario al pensiero unico. Che compie gli stessi errori del primo, ma con limiti doppi, diventando funzionale proprio all’impostazione che si intende confutare.
Ad esempio, l’imperativo categorico per chi si oppone oggi al mainstream è combattere non il vaccino, non gli Usa, non negare la siccità, ma contestare radicalmente la gestione etico-sanitaria del vaccino, la colonizzazione finanziaria, economica e culturale degli Usa con la conseguente decadenza dell’Occidente, e contestare la gestione etico-ecologica del clima per velocizzare la transizione energetica, un altro dei pilastri (insieme alla salute, alla politica estera, all’economia) della nuova e antica globalizzazione: ossia, la costruzione della società futura, secondo i parametri di Bruxelles (intelligenza artificiale, digitalizzazione totale, green economy). Si legga uniformità con la Ue.

Qualcuno si è mai chiesto, infatti, cosa ci sia realmente dietro il Recovery Plan? E perché la condizione per avere i fondi (molti dei quali a prestito, che ripagheremo con le tasse) sono le riforme della giustizia, del fisco, della pubblica amministrazione? Qualcuno si è mai chiesto cosa c’è dietro gli articoli 9 e 41 della Costituzione, modificati in senso ambientalista (una priorità in astratto condivisibile, ma in concreto estremamente delicata), grazie a una maggioranza politica senza visione generale e capacità critica?

Detto in soldoni, dopo la priorità sanitaria, economica, ora pure quella ambientale, nel nome della quale lo Stato può intervenire e comprimere proprio le libertà costituzionali. Una società futura quindi, salutista, verde ed etica. Che si basa sulla sicurezza, la paura e i sensi di colpa, come strumenti psicologici di massa per eterne emergenze che hanno come unico scopo quello di bypassare la democrazia parlamentare.
Senza contare che dopo i “soloni in camice bianco”, che hanno imperversato da star tv, durante la pandemia, e si apprestano a tornare in pompa magna reiterando la loro comunicazione terrorizzante sul virus e salvifica sul vaccino; dopo gli esperti di geopolitica, commentatori dotti della guerra tutti ovviamente filo-atlantisti, adesso è la volta dei “soloni verdi”. Il geologo Mario Tozzi, dopo il dramma della Marmolada, è diventato, come simpaticamente ha scritto Mario Giordano, il nuovo Burioni. Ha detto che sul disastro c’è un solo colpevole, noi sapiens (paura e sensi di colpa collettivi).

Solo un’opinione? Molto di più: l’inizio di un nuovo pensiero unico, con relative demonizzazioni, per arrivare a uno scopo ben preciso. Quello previsto per la transizione verde. Le politiche green saranno il nuovo dio, come per il vaccino gli effetti avversi non esistono. Partirà la nuova Santa Inquisizione – ha continuato Giordano – per chi sporca, spreca, si fa la doccia oltre i 5 minuti, usa i condizionatori etc. E se dici che la Groenlandia era verde prima delle centrali a carbone o che le oscillazioni climatiche ci sono sempre state, come afferma il professor Franco Prodi, fratello di Romano, passi automaticamente dalla parte dei no-sic.

Un dubbio: il diluvio universale e l’estinzione dei dinosauri sono stati dovuti all’inquinamento? Vuoi vedere che i superuomini abitanti della scomparsa Atlantide si lavavano in vasca, non facevano la doccia e giravano con macchine a diesel?

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Calciomercato: Torino. Dal Marsiglia arriva in prestito Radonjic

Articolo successivo

Tennis: Wimbledon. Nadal “Non so se giocherò contro Kyrgios”

0  0,00