Parla Fulvio Abbate: “Perché non c’è da piangere su Totti e Ilary”

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E’ ufficiale, Francesco Totti e Ilary Blasi si sono separati. Lo hanno annunciato loro stessi con due comunicati ufficiali nei quali specificano entrambi di voler tutelare la privacy della famiglia e dei tre figli in particolare. La notizia ha riempito le pagine di tutti i giornali e grande è stata la delusione dei fan che per anni hanno considerato la loro una grande storia d’amore destinata a durare in eterno. Per dare il senso del clamore suscitato dall’annunciata separazione basta leggere il titolo del Corriere della Sera: “Siamo tutti con Francesco Totti – e con Ilary Blasi: perché la loro separazione ci colpisce tanto”. Sembra di essere tornati ai tempi di Carlo e Diana. Eppure quante altre coppie famose si sono separate? Perché il divorzio fra Totti e la Blasi diventa quasi un evento epocale? Abbiamo provato a capirlo con lo scrittore Fulvio Abbate. “Bene ha fatto Dagospia a raccontare tutto fin dall’inizio – dice – questo si chiama giornalismo”.

Perché tanto clamore intorno alla separazione fra Totti e Ilary Blasi nonostante i diretti interessati stiano riducendo il tutto ad un fatto privato? In fondo a noi cosa interessa della fine del loro matrimonio? Possibile che debba diventare la notizia più importante della giornata?

“Non può essere un fatto privato visto che parliamo di due personaggi pubblici fortemente radicati nel mondo che un tempo veniva definito ‘Bolero film’, una sorta di fotoromanzo nazionale e popolare, o meglio ancora rionale. Lui si è conquistato il titolo di ottavo re di Roma, lei è una procace fanciulla latina, ed è paradossale come in città questa separazione sia stata vissuta come uno psicodramma. Forse ci siamo dimenticati che fra le conquiste civili raggiunte in Italia c’è anche il divorzio. Dopo quello fra Carlo e Diana è comprensibile che si separino anche due ragazzi di Porta Metronia. Quindi vivo la loro separazione come una liberazione, e trovo orribili questi retrivi tentativi di voler rendere eterna la loro unione. Sembra quasi che dietro i pianti per questa separazione si nasconda il desiderio di un nuovo referendum abrogativo del divorzio”.

Ma che Italia è quella che arriva ad addolorarsi perché due vip decidono di separarsi?

“Invece di applaudire alla riconquistata libertà di Totti e della moglie, un popolo che non saprei come definire si riscopre in lacrime come davanti ad un grande dramma nazionale. Viviamo in una sorta di preistoria sentimentale in cui non si accetta che la favola possa avere un finale differente rispetto alla pretesa di un amore eterno. Ma a quelli che piangono è sfuggito un particolare”.

Ossia?

“Che la nuova fidanzata di Totti è la fotocopia della moglie. Guardi Noemi Bocchi e ti accorgi che è come se Ilary in realtà non se ne sia mai andata. Dovrebbero sentirsi tutti rassicurati dal fatto che ha scelto una nuova compagna identica alla Blasi. Si fosse messo con una ragazza dai capelli rossi ci saremmo pure potuti domandare come mai Totti avesse improvvisamente cambiato gusti, ma la Bocchi è la prosecuzione somatica di Ilary, quindi sotto certi aspetti la favola rimane intatta”.

Perchè hanno annunciato la separazione con due comunicati distinti in cui hanno detto le stesse cose, ovvero che la separazione è consensuale e che proteggeranno la privacy dei loro figli senza rilasciare altre dichiarazioni?

“Penso sia tutto legato alla separazione dei beni e delle società che hanno in comune. Probabilmente sono stati i rispettivi legali a consigliare loro di agire in questo modo, visto che adesso inizierà la battaglia sul patrimonio. Almeno stando a quello che si legge sui giornali”.

Ma se la separazione è consensuale?

“Le separazioni non sono mai consensuali”.

Si aspettava la separazione visto che per anni i giornali hanno descritto la loro unione come perfetta, priva di ombre e contraddistinta da una forte intesa sia familiare che professionale?

“Non ho mai creduto alla favola sdolcinata sinceramente, sono convinto che dopo un mese le coppie già si odiano, non si sopportano più. Io dico che era ora che si lasciassero, ognuno ha fatto dono all’altro della riconquistata libertà. Un conto è la realtà, un altro è credere che la vita sia un fotoromanzo. L’amore non è eterno, come niente lo è al mondo, e se devo dirla tutta sono contento che non lo sia. Provo una grande compassione per chi si sente addolorato da questa rottura”.

Ci sono state nella storia tante celebri separazioni, su tutte quella fra Carlo e Diana. Quale è stata secondo lei quella che ha colpito di più, la più dolorosa, e perché? 

“Dopo che il filosofo marxista Louis Althusser nel 1980 uccise strangolandola la moglie Hélène Rytmann nessuna separazione può francamente sorprendermi o colpirmi. Non credo proprio si possa provare dolore per una coppia che si separa dopo un tragico evento come quello appena citato”.

Qualcuno ha paragonato la fine della storia fra Totti e Ilary a quella fra Albano e Romina. Ci vede analogie?

“Assolutamente no. Romina proveniva da Hollywood e Albano da Cellino San Marco, due mondi per certi versi antitetici. Dal punto di vista antropologico invece Totti e Ilary provengono dallo stesso mondo, quello della romanità coatta, sono alla fine la stessa cosa”.

 

2 Comments

  1. Come non essere d’accordo con il Sig. Abbate? Dato che tempo fa, ha orgogliosamente pubblicato un (antico) video del suo matrimonio in quel di Las Vegas, partendo dalla riflessione che: “dopo un mese le coppie già si odiano, non si sopportano più”, lecito pensare, che Lui, da molto tempo, abbia concluso l’itinerario iniziato ieri dalla coppia Totti-Blasi.

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