Buffon “Non so se rimarrò nel mondo del calcio”

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Il 44enne capitano del Parma "Sono curioso e vorrei conoscere anche altre cose". PARMA (ITALPRESS) – Gianluigi Buffon ha raggiunto mercoledì il ritiro in val di Pejo e giovedì sera è stato il protagonista principale dell'evento "Junior reporter con i portieri del Parma", un simpatico e frizzante momento di dialogo-intervista tra i giovani tifosi crociati, in qualità di giornalisti in erba, e gli estremi difensori crociati. Al centro dell'attenzione, il 44enne capitano dei ducali ha parlato del suo futuro: "Sto pensando da tanti anni a quando smetterò. Le idee mi si sono confuse, sono dieci anni che ci penso ma poi proseguo sempre. Credo di aver fatto esperienze importanti che mi permettano di conoscere il mondo del calcio però non sono sicuro al 100% che rimarrò in questo mondo. Sono curioso e mi piace conoscere anche altri mondi". E sulla sua carriera aggiunge: "Mi sono trovato bene ovunque sono stato, ho sempre cercato di creare rapporti. Ho avuto la fortuna di stare in luoghi in cui ho costruito rapporti veri. Sono stato bene ovunque: Parma, Juve, Parigi, dove ancora sento tanti ragazzi. La bellezza della vita è abbattere le barriere e sentire il prossimo più vicino". "Il calciatore più forte con cui ho giocato? Un nome non lo faccio perché magari sono condizionato dal rapporto che c'è. Posso dire i cinque italiani più forti: Baggio, Totti, Del Piero, Pirlo e Antonio Cassano, che seppur discontinuo valeva come questi. Tra gli stranieri scelgo Thuram, Neymar, Mbappe, CR7, Ibra, e dico solo attaccanti perchè sono quelli che alla fine rapiscono l'occhio e fanno sognare", prosegue Buffon. Tanti i momenti belli ma uno in particolare è rimasto nel cuore di tutti gli italiani: "In una carriera come la mia non c'e un solo momento alto. Ce ne sono stati tanti come quelli bassi. Il punto di soddisfazione più grande è stato il Mondiale, avevo 28 anni. Era da undici che giocavo, pensavo di aver fatto metà carriera e invece non era così. La passione nasce, come per molti dei miei anni, grazie al Mondiale del 1982. C'è stato un giocatore, Paolo Rossi, che ci fece vincere a suon di gol e in quelle serate d'estate ricordo che ero disattento ma quando giocavo sentivo i parenti sussultare per le azioni. Sentire loro così entusiasti e presi mi ha fatto iniziare a seguire il calcio". – foto Image – (ITALPRESS). ber/pdm/red 15-Lug-22 14:24

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