Il dibattito pro o contro Draghi non ci deve affascinare. Primo perché non bisogna credere alle figure dei salvatori. Poi se i salvatori hanno fatto parte (e che parte) del sistema che andrebbe riformato perché al collasso (e a livello mondiale), non potrà mai succedere che il cappone prepari un ottimo pranzo di Natale sapendo di stare sul tavolo.
C’è poi un’altra cosa che non convince affatto. La demonizzazione di un singolo uomo, in questo caso Draghi appunto. Magari fosse così semplice. Esistono persone che hanno creduto fortemente in un tipo di progresso ed evoluzione della storia e oggi dovrebbero ammettere la miseria che ha prodotto questa strategia, tutto qui. Esistono élite che credevano di fare affari loro, ma probabilmente anche di tirar su un sistema migliore del precedente e che hanno culturalmente, intellettualmente, finanziariamente fallito. Se il progresso è avere Space X, fotografare Marte, ma non avere più l’acqua a ogni ora o il riscaldamento o rischiare il blackout diciamo pure che abbiamo spinto la macchina a 200 all’ora ma poteva andare a 100 massimo.
La crisi è mondiale. Magari fosse solo italiana. Fa ridere parlare infatti di politica italiana quando ormai è Bruxelles che concede soldi e progetti e sono America, Cina e Russia che stanno in guerra per comandare il nuovo sistema. Di solito funziona che sono le guerre a ripulire da questo livello di corruzione, disastri, incompetenze, errori storici etc. Se non sarà una guerra sarà una bella crisi prima della ripartenza.
Non si vede sinceramente come qualche “uomo”, che sia il migliore o il peggiore, possa affrontare tutto questo da solo e contro un sistema così collassato ma ancora prepotente e arrogante.
