Confartigianato: «Servizi pubblici scandenti, file e cavilli rubano tempo a cittadini e a imprese. L’innovazione sia priorità del prossimo governo»

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La carente innovazione tecnologica mista all’annosa farraginosità della Pubblica amministrazione rappresenta un’insopportabile zavorra per l’Italia. Tanto per avere un quadro più nitido della situazione, nell’Unione europea il nostro Paese occupa il 24mo posto per il grado di soddisfazione dei cittadini verso i servizi pubblici. Se a esprimersi sono anche le imprese, l’Italia precipita al 26mo posto.

È la Confartigianato ad aver elaborato il rapporto sull’efficienza della Pa nel quale sottolinea, in primis, che l’innovazione tecnologica non sembra aver migliorato la burocrazia. «Siamo sempre alle prese con cavilli, file agli sportelli, complicazioni che rubano 238 ore l’anno agli imprenditori soltanto per occuparsi degli adempimenti fiscali. È una delle priorità che abbiamo indicato nel nostro Manifesto alle forze politiche che si candidano a guidare il Paese», afferma il presidente della confederazione, Marco Granelli.

Dal rapporto di Confartigianato emerge che sulla bassa qualità dei servizi della P.a. influisce uno scarso utilizzo delle tecnologie digitali: solo il 28% delle amministrazioni locali consente agli utenti di completare in rete le pratiche amministrative e, se richiesto, di effettuare il pagamento via web. Una quota che sale al 35% nel Centro-Nord, mentre crolla al 13% nel Mezzogiorno. Record negativo del Sud anche per la qualità delle istituzioni nelle 234 regioni europee: la peggiore è risultata la regione rumena di Bucarest Ilfov, seguita da Calabria e Campania. Un dato eloquente e sconcertante.

L’innovazione tecnologica non sembra aver migliorato la burocrazia, evidenzia ancora lo studio: un esempio è il tempo perso da Pmi e artigiani (238 ore l’anno, 10 giorni) per gli adempimenti fiscali. «E così – segnala la confederazione di artigiani e piccoli imprenditori – nel pieno della transizione digitale aumentano le difficoltà di relazione con gli uffici pubblici. La quota di cittadini in coda per oltre 20 minuti agli sportelli dell’anagrafe dei Comuni è del 28,4%, undici punti in più rispetto al 17,4% del 2012. E anche in questo caso ad attendere più a lungo sono i residenti nel Mezzogiorno, con una percentuale del 31,8% in fila per più di 20 minuti per espletare pratiche all’anagrafe».

La situazione è peggiorata durante la pandemia. Sempre secondo il rapporto di Confartigianato il 31,6% dei cittadini che da maggio 2020 a gennaio 2022 si sono rivolti a un ufficio pubblico, pari a circa 6,3 milioni di persone, ha espresso insoddisfazione o ha constatato un peggioramento della qualità dei servizi offerti dalla Pa, sia a causa del ritardo nell’erogazione di servizi on line (indicato dal 73,6%) sia a causa dell’impreparazione del personale nella gestione di questi servizi (77%). A giudizio di un terzo degli utenti, i problemi di inefficienza c’erano anche prima dell’adozione del lavoro a distanza, mentre per gli altri due terzi il telelavoro ha influito negativamente sulla qualità dei servizi pubblici.

«Una Pa efficiente, capace di stare al passo con gli imprenditori – osserva Granelli – è una delle priorità che abbiamo indicato nel nostro Manifesto alle forze politiche che si candidano a guidare il Paese. È fondamentale per favorire lo svolgimento delle attività economiche ed essere attrattivi anche per gli investitori. Le risorse stanziate dal Pnrr sono un’occasione da non perdere per le necessarie riforme di semplificazione e per costruire un sistema improntato all’affermazione concreta della sussidiarietà nelle relazioni della Pa con le imprese e i cittadini». Per il presidente di Confartigianato digitalizzazione, interoperabilità e standardizzazione delle procedure sono i requisiti fondamentali per una vera innovazione della Pa.

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