Famiglie al freddo e consumi col contagocce: il piano Ue per la crisi energetica

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Alla fine la montagna ha partorito il topolino, ma forse anche qualcosa di molto più orripilante.

L’Unione Europea, che avrebbe dovuto trovare una soluzione alla crisi energetica aiutando famiglie e imprese a sostenere il rincaro dei prezzi, alla fine ha deciso ancora una volta di far pagare alle popolazioni europee il costo della crisi, provocata da scelte fallimentari che la stessa Ue ha portato avanti negli anni, diventando totalmente dipendente dal gas russo e chiudendo le porte ad una seria ed efficace politica di diversificazione delle fonti.

E come pagheranno i cittadini il costo della crisi? A suon di sacrifici naturalmente, perché guarda caso su quelli sono tutti d’accordo. E allora ecco che la “generosa”Ue ha già stabilito un piano di riduzione dei consumi energetici che inevitabilmente creerà disagi alle popolazioni. Ma del resto sono anni che i cittadini vengono colpevolizzati: c’è la crisi ambientale? Colpa della gente che viaggia con le auto a benzina e diesel invece di comprarsi quelle elettriche. C’è l’emergenza rifiuti? Sempre colpa dei cittadini che non fanno bene la raccolta differenziata. Oggi c’è la crisi energetica? Di chi è la colpa? Ma ovviamente delle persone che tengono accesi contemporaneamente forno, lavastoviglie e lavatrici e alzano la temperatura dei termosifoni per stare più caldi di inverno. E allora bisogna rieducarli una volta per tutte questi popoli europei così indisciplinati.

Ma andiamo nei dettagli. Il pacchetto di misure studiato dalla Ue prevede il taglio obbligatorio ai consumi elettrici, quantificato al 10% su base mensile. La riduzione nelle ore di punta sarà fissata al 5%. Ogni singolo Paese sarà libero di individuare in quali fasce attuare il taglio, ma la Commissione europea ha già stabilito una media di 3-4 ore per ogni giorno feriale. L’indicazione di massima è di limitare la potenza dei contatori fra le 9 e le 12, ovvero l’orario di maggior utilizzo degli eletrrodomestici. I cittadini dovranno dunque decidere quali elettrodomestici utilizzare in quell’arco temporale, se la lavatrice o l’aspirapolvere, per evitare di far saltare il contatore.

Naturalmente bisognerà limitare anche i riscaldamenti, con un grado in meno, la riduzione di un’ora di accensione al giorno e di 15 giorni in un anno per ridurre i costi delle bollette. Anche le docce andranno limitate ad un massimo di 5 minuti e a tre gradi di temperatura in meno. Altro che tetto al prezzo del gas e aiuti finanziari! Ci aspetta un inverno al freddo, ma naturalmente ogni sacrificio che faremo sarà fatto nel nostro interesse, ovvero quello di pagare bollette meno care. Ci voleva l’Europa per far capire agli italiani che è necessario risparmiare, come se le famiglie e le imprese già non stiano facendo salti mortali per sopravvivere dignitosamente.

Come era prevedibile il pacchetto di sacrifici studiato dalla Ue ha trovato pollice verso da parte delle associazioni dei consumatori che lo hanno giudicato del tutto insufficiente ed inefficace. Scrive il Sole 24Ore: “L’associazione dei consumatori Codacons ha bocciato il piano Ue sul razionamento, mettendo in evidenza che si tratta di misure poco efficaci e sbilanciate. Meglio, è la conclusione, ragionare su premi a chi riduce in maniera spontanea i consumi. Secondo il Codacons, dunque, il piano risulta eccessivamente sbilanciato verso l’energia elettrica, con i tagli ai consumi che riguarderanno quasi esclusivamente la corrente, mentre poco o nulla si prevede sul fronte del gas che al contrario, considerati i problemi legati alle forniture, dovrebbe essere una priorità. Se anche le misure previste dall’Ue dovessero trovare attuazione, i risparmi sarebbero contenuti a fronte di sacrifici enormi per i cittadini. Sarebbe invece preferibile intervenire in modo incisivo sui soggetti che fanno un maggior consumo di energia, come locali pubblici, pubblica amministrazione, centri commerciali, eccetera. Inoltre, rileva ancora il Codacons, per obbligare tutti i privati a rispettare le regole previste dal piano Ue servirebbero controlli serrati, nei casi in cui non sia possibile gestire i flussi di energia attraverso i contatori di nuova generazione o sistemi centralizzati, e sanzioni verso i trasgressori. Meglio puntare sulla moral suasion e campagne informative serrate sul risparmio energetico, da realizzare sul territorio. Inoltre se si vogliono tagliare i consumi, andrebbero previsti premi in favore dei cittadini che tagliano l’uso di gas ed energia, in modo da incentivare comportamenti virtuosi senza ricorrere a imposizioni dall’alto. Assoutenti chiede invece ai governanti europei di fare la loro parte, a partire dal Governo italiano, disallineando i prezzi di energia elettrica e gas e passando a tariffe amministrate. La riforma del mercato dell’energia, con il disaccoppiamento dei prezzi dell’elettricità dal gas la Commissione la avanzerà solo a fine anno”.

No, troppo complicato trovare soluzioni in grado di non complicare la vita dei cittadini. O forse come sospettano molti anche la crisi energetica come già quella sanitaria, servirà a “rieducare” i cittadini per indirizzarli verso nuove transizioni, obbligandoli a cambiare le proprie abitudini, a rivedere i propri stili di vita, limitando le loro libertà per estorcere infine l’adesione alle politiche economiche, salutiste e ambientaliste dell’Europa? A pensar male si fa peccato ma fa riflettere il fatto che, di emergenza in emergenza, l’unica costante è proprio la richiesta di sacrifici ai cittadini e la riduzione delle proprie libertà; ieri quella di decidere autonomamente se vaccinarsi, oggi quella di utilizzare gli elettrodomestici o di farsi la doccia.

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