Malagò “Imbattibili facendo squadra, ma lo sport va sostenuto”

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"Ben 283 medaglie in un anno, siamo il 2° Paese al mondo, dobbiamo essere orgogliosi" ROMA (ITALPRESS) – C'è un'Italia che vince, tanto e in tante discipline. E' quella dello sport e il suo numero 1, Giovanni Malagò, vive questi giorni di grandi successi "con sentimenti di felicità e di orgoglio che cerco di trasferire ai protagonisti di queste vittorie: il presidente Manfredi, il c.t. della Nazionale De Giorgi, i nostri campioni. Perché ogni vittoria dello sport italiano è uno splendido lavoro di squadra". Soffermandosi sull'oro iridato nella pallavolo, il presidente del Coni, nell'intervista al Corriere della Sera, spiega: "Nell'ultimo decennio siamo sempre stati competitivi. Un dato che fa riflettere: la Federvolley ha vinto tutte le competizioni internazionali che vanno dall'U.15 all'U.23. Ma senza mancare di rispetto a nessuno, le vittorie sono frutto del lavoro e delle scelte di Manfredi e De Giorgi. Il ct è uomo dalle scelte coraggiose e tempestive. Dopo Tokyo ha capito subito che bisognava cambiare, prendere decisioni delicate perché generazionali. Ha costruito un gruppo capace di vincere col sorriso". Anche il presidente Mattarella è stato colpito da questo aspetto, ha visto una "squadra che si divertiva: quando Mattarella ha sottolineato questo aspetto, De Giorgi, che era vicino a me, mi ha sussurrato 'magari c'è anche un po' di incoscienza'. Va bene anche questa se è governata, non c'è dubbio che De Giorgi, di raffinata intelligenza, abbia davvero tutto e tutti sotto controllo – prosegue Malagò -. Il presidente della Repubblica, un minuto dopo la finale vinta contro la Polonia, ha invitato la Nazionale campione del mondo, ma avrebbe ricevuto i ragazzi anche se non ce l'avessero fatta, se avessero perso. Il presidente vuole bene allo sport italiano e ai suoi atleti". Si è interrotto, invece, il sogno dell'Italbasket, protagonista comunque di un grande torneo sotto la guida di Pozzecco. "Poz è genio e sregolatezza. Ma anche lui sa fare squadra, ogni volta deve inventarsi tecnicamente qualcosa, perché il deficit in altezza con le avversarie spesso ci penalizza". Discorso diverso l'Italia del calcio che ai Mondiali, ancora una colta, non ci sarà: "Parlo tutti i giorni con il presidente Gravina, membro di Giunta Coni. Ha studiato un piano di riforme, c'è un progetto. Ovvio che tra tutte le parti in causa, per esempio Figc e Lega, ci devono essere collaborazione e armonia. Che ora non ci sono. Il calcio italiano deve capire che è all'ultima chiamata". Tornando ai trionfi, Malagò sottolinea: "Il nostro Centro studi ha elaborato un dato, un numero impressionante: 283 medaglie vinte dagli azzurri nell'anno solare, in competizioni olimpiche, mondiali ed europee. Vuol dire che siamo il 2° Paese al mondo, dietro gli Usa davanti a nazioni più grandi o abitate, Cina, Russia, Francia, Inghilterra, Germania, Australia. Non era mai successo prima, dobbiamo essere orgogliosi". I problemi non mancano ("Non li nascondo mai"). "C'è in corso una nuova guerra, economica, che nasce da quella vera tra Russia e Ucraina. Quello dello sport è un grido di dolore che arriva dovunque. Gruppi e società che non ce la fanno. I ristori fin qui ottenuti non sono sufficienti. Una società che chiude, perché non riesce ad andare avanti, è un passo senza più ritorno. La filiera dello sport che fa capo al Coni e scende giù giù attraverso le federazioni, l'associazionismo, il mondo del volontariato, ha bisogno di sostegno. Bisogna mettere a sistema un modello di supporto al servizio dello sport. Per questo auspico un ministero con portafoglio che dialoghi con il Coni. Abbiamo bisogno di un interlocutore, di una politica attenta, sensibile e preparata verso le problematiche e le urgenze dello sport. Milano-Cortina un'emergenza? Può diventarlo. Basta perdere tempo. Importante capire che dopo Parigi 2024, l'Olimpiade invernale 2026 è l'evento più importante a livello sportivo per il nostro Paese. Il Cio ha dimostrato grande fiducia assegnandoci l'organizzazione dei Giochi, ma chiede una completa assunzione di responsabilità dagli organi di governo. Lo sport è un mondo fidelizzato. Noi siamo laici, ma quei politici, quei partiti che si sono messi contro il mondo olimpico, contro lo sport dei territori e l'associazionismo, hanno perso consenso e ne sono usciti sempre sconfitti". – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). ari/red 15-Set-22 09:09

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