Mondiali2022, Amnesty “Fifa risarcisca migranti sfruttati”

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Da Zurigo replicano: "Già implementate delle misure a tutela dei lavoratori" ROMA (ITALPRESS) – A pochi mesi dai Mondiali in Qatar continua a tenere banco la questione dei diritti umani dei migranti impiegati dal Paese arabo. Un sondaggio globale commissionato da Amnesty International a YouGov, svolto dal 16 agosto al 6 settembre, ha rivelato che quasi due terzi (il 73%) di oltre 17.000 persone adulte in 15 Stati ritiene che la Fifa "dovrebbe risarcire i lavoratori migranti per i danni subiti durante la preparazione dei mondiali di calcio che inizieranno a novembre in Qatar. Il sostegno è ancora maggiore (84%) tra coloro che guarderanno almeno una partita in tv. Per il 67% delle persone intervistate – si legge in una nota di Amnesty – la federazione calcistica del loro Stato dovrebbe prendere la parola sulle violazioni dei diritti umani collegate ai mondiali e sostenere anche la richiesta di risarcimenti da parte della Fifa". "A 50 giorni dal calcio d'inizio, c'è ancora tempo perché la Fifa faccia la cosa giusta – sottolinea Steve Cockburn, direttore del programma Giustizia sociale ed economica di Amnesty International – I tifosi non vogliono un Mondiale di calcio macchiato dalle violazioni dei diritti umani. Sul passato ormai non si può tornare indietro ma un programma di risarcimenti, da parte della Fifa e del Qatar, rappresenterebbe almeno una piccola compensazione per le centinaia di migliaia di lavoratori che hanno reso possibile lo svolgimento del torneo". La campagna #PayUpFIFA, lanciata nel maggio 2022 da una coalizione di organizzazioni per i diritti umani (tra le quali Amnesty International), tifoserie e sindacati, chiede alla Fifa di destinare almeno 440 milioni di dollari a un fondo per risarcire i lavoratori migranti e prevenire ulteriori violazioni dei loro diritti. Quella somma è l'equivalente di quella che la Fifa ha destinato all'organizzazione dei mondiali del Qatar, dai quali si stima ricaverà sei miliardi di dollari. Da Zurigo non è tardata ad arrivare una replica: "Gli intervistati potrebbero non essere pienamente consapevoli delle misure attuate negli ultimi anni dalla Fifa e dai suoi partner in Qatar per tutelare i lavoratori coinvolti nei lavori per la Coppa del Mondo 2022". La Fifa, in particolare, fa sapere che "i lavoratori sono stati risarciti in vari modi quando le aziende non hanno rispettato gli standard di benessere utilizzati dalla stessa Fifa e dal Paese ospitante per garantire la tutela dei lavoratori coinvolti nelle attività legate alla Coppa. Queste misure sono state integrate da quelle adottate dal Ministero del Lavoro per far rispettare il diritto del lavoro in Qatar e fornire l'accesso a un risarcimento, ad esempio attraverso il Fondo di sostegno e assicurazione dei lavoratori". Da Zurigo, infine, ribadiscono il proprio impegno affinchè abbia luogo questo risarcimento per coloro i quali hanno subito "un impatto negativo in relazione al lavoro correlato alla Coppa del Mondo". – foto agenziafotogramma.it – (ITALPRESS). glb/red 15-Set-22 13:25

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