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Elezioni, intervista a Luca Sbardella: “Più sicurezza nelle città e lotta al degrado. Revisione del reddito di cittadinanza”

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In vista delle prossime elezioni politiche del 25 settembre 2022, Luca Sbardella, meloniano di ferro, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Lombardia 3 – P02 (Brescia, Lumezzane e Desenzano del Garda) ci racconta in esclusiva su Lo_ Speciale la sua campagna elettorale.

Oggi è candidato alla Camera dei Deputati, cosa significa in questo momento storico?

“Con il taglio dei parlamentari i futuri deputati avranno un compito ancora più difficile in quanto, essendo di meno, la mole di lavoro sarà maggiore, ma noi ci sentiamo pronti. Siamo guidati da una leader che ha già dimostrato di saper affrontare con responsabilità le vicende che stanno accadendo in Europa e nel resto del mondo”.

Quali sono i punti fondamentali del suo programma elettorale?

“I punti cardine del mio programma sono quelli su cui Fratelli d’Italia si sta battendo da tempo, supporto senza se e senza ma all’Ucraina, visione atlantica contro l’aggressione di Putin. Più sicurezza nelle città e lotta al degrado. Revisione del reddito di cittadinanza, non più come mancetta per restare a casa ma come incentivo alle imprese per creare lavoro. Serve incentivare il lavoro detassando le aziende che assumono”.

Sondaggi e previsioni indicano Fratelli d’Italia primo partito in Italia. Quanto pesa questa previsione in termini di responsabilità?

“I sondaggi possono anche sbagliare ma le piazze che Giorgia Meloni sta riempiendo in tutta Italia ci danno un segnale chiaro. Possiamo essere realmente primo partito ma sarà la mobilitazione del nostro elettorato il 25 settembre a decretare i vincitori.
La responsabilità di governo è molta, ma anni di opposizione ci hanno permesso di prepararci a lungo e bene. Vincerà chi avrà convinto di più esperiamo di poter essere noi”.

Cosa propone Fratelli d’Italia contro la crisi energetica e il caro bollette?

“Il blocco del gas dalla Russia deve farci aprire gli occhi sulla necessità storica di una indipendenza energetica nazionale. Un discorso a lungo termine, dove si è perso già troppo tempo. Non si può andare avanti a scostamenti di bilancio o a visioni miopi in questo ambito. Occorre affrontare l’argomento superando le divisioni politiche e ideologiche, per il bene delle nostre attività produttive”.

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