L’ultimo giallo che scatena i complottisti: quell’aereo Nato sulle Marche

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Sta girando sul web una teoria complottista circa l’alluvione che il 15 settembre scorso ha devastato le Marche e che naturalmente i media hanno bollato come fake news.

Sembra infatti che due giorni prima, esattamente il 13 settembre, un aereo Nato avrebbe sorvolato più volte il nord delle Marche.  Secondo il tracciamento rilevato dal sito Flightradar24.com – specializzato proprio nel tracciare gli arei in volo – il velivolo sarebbe partito da una base Nato in Germania per dirigersi in Turchia e avrebbe effettuato diverse manovre sui cieli della zona poi colpita dal disastro. La notizia è stata poi rilanciata sui social, prendendo piede e scatenando l’ipotesi che forse l’alluvione possa essere stata provocata dalle scie chimiche prodotte dall’aereo. 

C’è anche chi si spinge oltre, arrivando a sostenere che il veivolo si trovasse lì proprio per effettuare un esperimento di manipolazione climatica intervenendo sulla composizione chimica delle nubi, per favorire o limitare le precipitazioni atmosferiche in base a precise strategie militari. Ad avvalorare l’ipotesi l’eccezionalità delle precipitazioni che nessuno aveva previsto di così forte intensità. Basti pensare che in poche ore sono caduti sulle Marche 400 millimetri di pioggia, ovvero l’equivalente di una pioggia che normalmente cade in un intero anno. E il fatto che si verifichino anche da noi fenomeni tanto estremi mai conosciuti in passato, contribuisce a far sorgere il sospetto che non si tratti di fenomeni naturali ma appunto artificiali.

Fin qui la teoria complottista. Ma come stanno davvero le cose? I media hanno bollato la notizia come l’ennesima bufala partendo proprio dal fatto che l’aereo Nato avrebbe sorvolato le Marche due giorni prima il verificarsi della bomba d’acqua, un tempo sufficiente a disperdere le eventuali scie prodotte dal veivolo. C’è anche chi sostiene che l’aereo avrebbe volato ad un’altezza tale da rendere impossibile l’uso di sostanze chimiche come lo ioduro d’argento o ghiaccio secco.

Dal team di Bufale.Net replicano: “Dall’esame della stazione di partenza e arrivo e il tipo di aereo usato possiamo chiaramente identificare un volo di circa sei ore e mezzo di un Boeing E-3A Sentry partito dalla stazione di Geileinkirchen verso la stazione di Konya. Un volo Awacs (Nato airborne early warnings and control) relativo al sistema di sorveglianza e precauzione aerea del Patto Atlantico, ovviamente basato sul sorvolo dei territori del Patto Atlantico con Boeing muniti di radar Doppler. Equipaggiamento del tutto inadatto alla bizzarra teorie delle scie chimiche, ma del tutto adatto a mantenere un’attività di sorveglianza dello spazio aereo”. Dunque il colpevole del disastro, a detta dei climatologi, resta il surriscaldamento globale, l’unica e vera causa degli eventi sempre più estremi che si verificano con frequenza da noi.

Al di là del complottismo però, ci si chiede il perché di queste operazioni Nato sui cieli italiani. Soltanto normali operazioni di sorveglianza e precauzione aerea del Patto Atlantico come spiega Bufale.Net? O c’è dell’altro?  Forse ci si sta preparando ad una guerra su vasta scala e si stanno facendo le prove generali attraverso esercitazioni militari sui nostri cieli? Oppure come sostengono altri in quelle zone si vorrebbero realizzare delle trivellazioni per estrarre il gas (visto che le Marche sono fra le 4 regioni italiane interessate dal piano Pitesai per sboccare la ricerca e l’estrazione di nuovo gas utile a fronteggiare la crisi energetica) e si stavano per questo effettuando delle ricognizioni dall’alto? La verità ovviamente non la conosceremo mai, ma poi non ci si deve lamentare nemmeno se continueranno a proliferare bufale sul web.

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