Calcio: Galliani “Scappato nel Duomo di Monza dopo gol Gytkjaer a Juve”

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"Palladino? Si vede che è uno che ha buona sorte" TRENTO (ITALPRESS) – L'emozione è ancora forte, con la rete di Gytkjaer che ha piegato la Juventus regalando il primo, storico successo del Monza in Serie A. Adriano Galliani ha visto il gol, non gli ultimi minuti e il fischio finale, perché ha preferito andare altrove: "Sono scappato nel Duomo di Monza, un luogo per me speciale, perché è dove sono stato battezzato e ho fatto comunione e cresima. Stavo parlando con l'arciprete di Monza, poi uno dei ragazzi lì vicino mi ha detto 'è finita, abbiamo vinto'". Perché per lui i colori biancorossi sono una questione di cuore e di affetti profondi ("In quelle lacrime a fine partita c'è la mia storia, con mia mamma, figlia di un presidente del Monza degli anni '30, che a cinque anni mi portava a vederlo e che è morta quando io non ne avevo ancora 15"), un ritorno a casa "dopo 31 anni di prestito al Milan". Non a caso ha scelto il Monza e non la politica ("Fino al 13 ottobre sarò al Senato. Ora c'è l'assalto di tutti quelli che vogliono tornare in Parlamento, io non voglio fare il senatore assenteista ma occuparmi del Monza a tempo pieno"), per cercare di agguantare quella salvezza che in molti davano per certa, ma che l'inizio di campionato ha messo in dubbio. Almeno fino al cambio in panchina. "Palladino come Sacchi? Noi siamo ancora in Serie C nel 2018-19, lui è svincolato e lo porto a Monza. Lego con lui, lui sta per esordire ma si fa male e non gioca neanche una partita con il Monza. Comincia a lavorare in società, nel 2019 con l'Under 15, l'anno scorso con la Primavera 2 sfiorando la promozione in Primavera 1 fino alle semifinali. Purtroppo, pur essendo legato a Stroppa, c'è una logica del calcio ineluttabile: un punto in sei partite, non giochiamo bene e a Lecce non facciamo neanche un tiro in porta. Berlusconi mi chiede cosa pensavo, io che quando non arrivano i risultati si deve cambiare la guida tecnica. Lui mi chiede chi mettere e io gli rispondo Palladino. E a lui capita la sorte che vince il sabato con la Primavera, il martedì è in prima squadra e domenica batte la Juventus. Si vede che ha buona sorte". Un cambio che, al contrario, non farebbe nel caso di Allegri: "Bisogna considerare la storia di ciascuno, se la Juventus non va bene ci sarà un concorso di colpe ma la responsabilità non può essere solo sua". La vittoria sulla Juve come svolta, tre punti per credere nel sogno di restare in Serie A: "Ho tappezzato lo spogliatoio con una mia frase: 'Abbiamo impiegato 110 anni per arrivare in Serie A, non possiamo impiegare 12 mesi per tornare in B'". – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). xh1/glb/red 22-Set-22 16:57

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